Crea sito

10 libri sulla prima guerra mondiale adatti a tutti

libri sulla prima guerra mondialeAbbiamo pensato di selezionare 10 libri sulla prima guerra mondiale adatti a tutti, per chi vuole approcciare l’argomento.

La letteratura sulla prima guerra mondiale è sterminata, e si sta arricchendo di numerosi volumi in occasione del Centenario.

Verrebbe da pensare che tutto sia stato detto, eppure non è così.

Non solo perchè uguali argomenti possono essere affrontati sotto aspetti molto diversi, ma anche perchè nel corso degli anni la sensibilità e gli interessi degli storiografi (e della politica) sono cambiati, portando a letture diverse del conflitto.

Questo è un aspetto ampiamente affrontato nel libro di Mario Isnenghi Il mito della Grande guerra” (ascolta la presentazione a Gr Parlamento).

Per chi non avesse il tempo o la voglia di leggere l’intero libro, che è in effetti piuttosto lungo, consigliamo almeno la lettura del capitolo di Isnenghi contenuto in “La memoria inquieta” (Materiali di lavoro, Mori, 1989), che ne riassume i concetti fondamentali.

la prima guerra mondialePer chi fosse del tutto digiuno sull’argomento consigliamo come prima lettura, visto anche il prezzo contenuto, La prima guerra mondiale di Gianluca de Lucchi (Giunti editore), che offre una panoramica generale e può aiutare il lettore a riconoscere i propri interessi nel vasto campo della storia militare, nonostante contenga qualche errore e sia fin troppo riassuntivo per quanto riguarda gli aspetti politici.

Molte immagini e schede sono prese da “Storia illustrata della prima guerra mondiale“, dello stesso editore, più voluminoso ma sempre abbastanza economico, che potrebbe essere una valida alternativa.

Per gli appassionati di cinema, ma non solo, vale la pena leggere Le ceneri del passato. Il cinema racconta la grande guerra di Giuseppe Ghigi. Anche in questo caso si può capire come in un secolo siano cambiati non solo i gusti cinematografici, ma anche i modi di rileggere il conflitto. Sullo stesso tema il nostro articolo “Filmografia sulla prima guerra mondiale“.

Altro testo che affronta il conflitto da un punto di vista insolito è L’apocalisse della modernità, di Emilio Gentile. Dalla sua analisi emerge come la “belle époque”, periodo di pace, di progresso e di speranze, nascondesse nel suo seno le tensioni e le premesse che portarono l’Europa al disastro bellico. Guarda quest’intervista a Gentile.

Il fronte delle Alpi ieri e oggi. Sulle tracce della grande guerra in montagna 1915-1918Per passare al fronte italo-austroungarico e in particolare a quello tirolese, il primo libro per affrontare l’argomento, ricco di spunti e suggestioni, equilibrato e ben scritto, è Il fronte delle Alpi ieri e oggi. Sulle tracce della grande guerra in montagna 1915-1918, un libro di Löwer Hans-Joachim e Bernhart Udo pubblicato da Athesia e disponibile sia in italiano che in tedesco. Contiene sia idee per escursioni che racconti di episodi dell’epoca, affiancati da reportages su come viene vissuto oggi il ricordo del conflitto. E’ adatto anche a chi non è un accanito lettore, presentando capitoli brevi e di taglio giornalistico e molte fotografie.

Il Tirolo storico nella prima guerra mondiale 1914-1918 è un libro di Fontana Josef pubblicato da AthesiaPiù impegnativo, ma completo e di sicuro interesse è Il Tirolo storico nella prima guerra mondiale 1914-1918, un libro di Josef Fontana pubblicato da Athesia.

Moltissime le raccolte di diari e memorialistica, tra le quali merita una citazione la collana Scritture di guerra, con diari di soldati e civili proposti in edizione critica.

Per chi preferisce un quadro generale, da segnalare I dimenticati della Grande Guerra di Quinto Antonelli, direttore dell’Archivio della scrittura popolare, che contiene molti passi scritti da soldati provenienti dal territorio trentino.

Un tema meno trattato di altri è quello dei prigionieri di guerra. Un quadro generale, corredato da un’ampia appendice normativa, è tracciato da Alessandro Tortato in La prigionia di guerra in Italia. 1915-1919 edito da Mursia. Tortato ha preso in esame soprattutto gli aspetti giuridici del trattamento riservato ai prigionieri: da un’iniziale indulgenza, che suscitò anche polemiche (famoso l’episodio del Forte Col di Tenda dove si permise di festeggiare il genetliaco dell’ imperatore e da cui il tenente di vascello Woschech riuscì a fuggire) ad una successiva maggiore severità. Cita anche il caso di un prigioniero della Vallarsa, Luigi Daldosso, nel quale l’odio per tutto ciò che era italiano arrivò al parossismo e al rifiuto totale per i maccheroni, fino ad arrivare allo sciopero della fame.

Segnaliamo infine, per capire anche quale fu la situazione al termine del conflitto, il libro La vittoria senza pace – le occupazioni militari italiane alla fine della Grande Guerra, di Raoul Pupo. Al termine del conflitto infatti l’Italia prese possesso di vaste aree, alcune adiacenti ai confini – come il Tirolo, parte della Carinzia e il Litorale austriaco – e altre oltremare, come la Dalmazia, l’Albania, la costa dell’Anatolia. La politica estera italiana si impegnò a fondo per conseguire gli obiettivi della partecipazione al conflitto: al di là della liberazione delle terre irredente dal dominio asburgico, si voleva il riconoscimento del ruolo di grande potenza e un’influenza sullo spazio danubiano-balcanico. Intanto, nei territori destinati all’annessione, le amministrazioni offrivano ai nuovi cittadini la prima immagine dell’Italia. Ai governatori militari venne chiesto di adoperarsi per facilitare l’integrazione, ma furono loro a decidere come farlo, in particolare nei confronti di quanti quell’annessione non la desideravano affatto.

Daiana Boller

Daiana Boller (Trento, 1981) vive a Vattaro, dove è collaboratrice nella ditta di famiglia, impegnata nel settore della commercializzazione internazionale di legname da lavoro e costruzione. Si è laureata in storia locale a Trento con una tesi sul principe vescovo Alessandro di Masovia (1423-1444) ed è laureanda in Storia della civiltà europea con una tesi monografica sullo stesso argomento.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: