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Cesare Battisti… l’altro volto

Cesare Battisti l'altro volto serata con Sardi Corona Boller a Borgo Valsugana il 28 novembre 2014Un dibattito inedito, dal titolo “Cesare Battisti… l’altro volto”.

Un dialogo tra GIUSEPPE CORONA, Assessore Comunità di Valle Valsugana e Tesino e LUIGI SARDI, autore di “Battisti Degasperi Mussolini, tre giornalisti all’alba del ‘900 ”

MODERATO DA DAIANA BOLLER, autrice di “Welschtirol ”

VENERDI 28 NOVEMBRE ORE 20.30 presso la Sala Grande della Comunità di Valle Valsugana e Tesino a Borgo Valsugana in Piazzetta Ceschi

Attraverso alcuni documenti firmati da Battisti o a lui inviati da personalità eminenti del Regno d’Italia, si guarderà alla figura del giornalista e geografo nell’agosto e settembre del 1914 quando, nelle città del Regno, cominciava la sua campagna interventista.

Battisti aveva passato il confine il 21 agosto 1914 e da Milano aveva inviato alla moglie una breve lettera di nessun interesse, salvo un particolare: sotto il francobollo aveva scritto: “La guerra è sicura. Per questo insisto cessazione “Popolo”. Per questo potranno aiutarti Giuliano ed Avancini. Io andrò stanotte a Roma. Tornerò subito. Telegrafami tuo arrivo Italia”. Dunque Battisti era sicuro della guerra e ordinava ad Ernesta Bittanti di chiudere il giornale e lasciare l’impero con l’aiuto del fratello Giuliano Battisti e di Augusto Avancini.

Cesare Battisti l'altro volto serata con Sardi Corona Boller a Borgo Valsugana il 28 novembre 2014Poi il 22 agosto scriveva, sempre da Milano, al Ministro della Guerra italiano: “Per il caso di guerra con l’Austria mi metto a completa disposizione del Ministero della Guerra, chiedendo di essere arruolato nell’esercito regolare o in quei corpi volontari che sorgessero d’intesa col Governo. Ho trentanove anni. Ma sono forte e abituato ai disagi della montagna. Da venti anni mi dedico allo studio della geografia fisica del Trentino, sul quale ho pubblicato molte memorie scientifiche e molte guide turistiche. Nutro fiducia che la mia domanda sarà accolta e che sarò mandato fra le prime file alla frontiera”. Ed ecco la firma in calce alla missiva: “Dott. C.Battisti, Deputato al Parlamento Austriaco per la Città di Trento”.

Quattro giorni più tardi scriverà ad Ercole Smaniotto, capitano degli Alpini, addetto allo Stato Maggiore, Ufficio Monografie e Guide. Con Smaniotto era già stato in collaborazione e in corrispondenza, facendogli recapitare a Verona, fin dagli anni precedenti, molte informazioni militari e politiche.

Dunque Battisti fece una scelta immediata, senza tentennamenti nè ripensamenti. Era convinto che quella guerra avrebbe abbattuto le teste coronate, comprese quelle dei Savoia, liberato l’Europa dall’imperialismo prussiano, dai nazionalismi e dato il governo al popolo. Erano molti a pensare che la guerra fosse necessaria per rovesciare la storia, liberare il proletariato, costruire nuovi assetti democratici. Ma anche quanti partirono volontari nel pieno di questo entusiasmo rivoluzionario, cambiarono rapidamente idea nella tragica realtà delle trincee.

Cesare Battisti è divenuto un simbolo capace ancora, a cent’anni di distanza, di far discutere: martire per l’Italia, traditore per l’Austria. Per questo ora, con l’Unione Europea ancora in costruzione e soggetta a frizioni e spinte centrifughe, è così importante indagare il pensiero e le azioni di un uomo che sognava l’Europa dei popoli e la fratellanza come forma di convivenza, ma che venne poi travolto dalla guerra quando, nel 1914, gli Stati decisero di risolvere con le armi i conflitti nazionali. La sua storia, dunque, va ben oltre la sua persona, ed ha molto da insegnare anche a noi oggi.

Video parziale della serata:

Mercoledì 19 novembre 2014 nella Sala dell’Aurora di Palazzo Trentini in Via Manci, 27 a Trento dalle ore 15.30 la Fondazione Museo storico del Trentino, in collaborazione con la Fondazione Cassa di Risparmio di Trento e Rovereto, invita al seminario GENERE SOCIALISTA Donne e socialismo attraverso alcuni profili biografici Mercoledì 19 novembre 2014 nella Sala dell’Aurora di Palazzo Trentini in Via Manci, 27 a Trento dalle ore 15.30 la Fondazione Museo storico del Trentino, in collaborazione con la Fondazione Cassa di Risparmio di Trento e Rovereto, invita al seminario

GENERE SOCIALISTA
Donne e socialismo attraverso alcuni profili biografici

Interventi:

Beatrice Primerano, Fondazione Museo storico del Trentino

Ernesta Bittanti: una socialista di fine secolo 

Fabrizio Rasera, Accademia roveretana degli Agiati

La sensibilità culturale di Enrica Sant’Ambrogio: per una ricerca sull’altra voce femminile del giornalismo socialista trentino 

Silvia Bianciardi, Università telematica eCampus

Organizzazione femminile e riformismo socialista: l’azione di Argentina Altobelli

Vincenzo Calì, Associazione Museo storico in Trento onlus

Livia Battisti tra memoria e impegno politico: un ricordo

Modera l’incontro Mirko Saltori, Fondazione Museo storico del Trentino 

Mercoledì 19 novembre 2014 nella Sala dell’Aurora di Palazzo Trentini in Via Manci, 27 a Trento dalle ore 15.30 la Fondazione Museo storico del Trentino, in collaborazione con la Fondazione Cassa di Risparmio di Trento e Rovereto, invita al seminario GENERE SOCIALISTA Donne e socialismo attraverso alcuni profili biografici Il seminario si propone di ragionare sulla presenza femminile nel socialismo trentino attraverso le figure di Ernesta Bittanti ed Enrica Sant’Ambrogio, mogli dei leader Cesare Battisti e Antonio Piscel, mettendole a confronto con l’esperienza coeva di Argentina Altobelli, una grande organizzatrice italiana, attiva in particolare nell’area emiliano-padana. In conclusione una riflessione su Livia Battisti, che non fu solo custode delle memorie familiari ma, in tempi a noi più vicini, anche interprete battagliera della politica del suo tempo.


Un profilo di Ernesta Battisti Bittanti (si ringrazia la Fondazione Museo storico del Trentino)

Mercoledì 19 novembre 2014 nella Sala dell’Aurora di Palazzo Trentini in Via Manci, 27 a Trento dalle ore 15.30 la Fondazione Museo storico del Trentino, in collaborazione con la Fondazione Cassa di Risparmio di Trento e Rovereto, invita al seminario GENERE SOCIALISTA Donne e socialismo attraverso alcuni profili biograficiFiglia di Giuditta Rivara, casalinga, e Luigi, preside e insegnante di matematica.

Dopo un’infanzia trascorsa tra Brescia, Cagliari e Cremona, dove compie gli studi ginnasiali, si trasferisce a Firenze nel 1890. Qui si iscrive alla sezione di Filosofia e Filologia dell’Istituto di Studi Superiori Pratici e di Perfezionamento e nell’agosto del 1896 consegue il diploma di laurea con una tesi in storia della letteratura. Nel novembre dello stesso anno inizia a insegnare al Liceo Galileo di Firenze.

Nel capoluogo toscano intreccia rapporti significativi con i fratelli Mondolfo, Ugo Guido e Rodolfo, Alfredo Galletti, Gennaro Mondaini e Gaetano Salvemini e conosce Cesare Battisti, destinato a diventare il compagno della sua vita. Nel 1898, a causa della sua attività politica e del suo dichiarato laicismo positivista, viene destituita dall’insegnamento in tutte le scuole del regno. L’8 agosto 1899 sposa civilmente a Firenze Cesare Battisti e si trasferisce a Trento.

Qui collabora alla pubblicazione dei periodici diretti dal marito, «Tridentum» (1898), «Il Popolo» (1900), «Vita trentina» (1903), sostituendolo nella direzione durante le sue assenze. Tra il 1901 e il 1910 da alla luce i figli Luigi (Gigino), Livia e Camillo.

Allo scoppio della guerra ripara in Italia, a Treviglio e a Padova, dove insegna per mantenere la famiglia. Il 12 luglio 1916 segna la data della sua tragica vedovanza: il marito Cesare, reo di alto tradimento, viene condannato a morte dal tribunale austriaco e impiccato nella Fossa dei Martiri del Castello del Buonconsiglio a Trento.

Seguono anni di riflessione, impegno politico e lavoro, di dedizione alla famiglia, ma anche alla memoria del marito, sviluppata attraverso la scrupolosa raccolta di quella che fu l’eredità politica e umana di Battisti. Tra il 1916 e il 1957 dissemina la sua testimonianza storica in una copiosa serie di scritti e pubblicazioni. Nel 1930 si trasferisce a Milano: ha frequenti contatti con gli amici antifascisti Ugo Guido e Rodolfo Mondolfo, Paolo Maranini, Tommaso Gallarati Scotti, Bianca Ceva, Ferruccio Parri e Aldo Spallicci. Sono gli anni della dura presa di posizione contro il regime fascista, espressa talvolta con gesti simbolici e coraggiosi, come quando, nel 1939, infrange le leggi razziali pubblicando su «Il Corriere della Sera» il necrologio per la morte dell’ebreo Salomone Morpurgo. Lascerà Milano nel 1943, costretta a fuggire in Svizzera dall’incalzare dell’evento bellico.

Nel 1946 la sua esistenza è nuovamente segnata da un lutto familiare: perde l’amatissimo figlio Gigino in un incidente ferroviario. L’isolamento in cui si ritira nel secondo dopoguerra non le impedisce di partecipare alle polemiche sorte intorno alla questione dell’Alto Adige schierandosi a fianco delle popolazioni alloglotte di questa regione, nell’ambito degli accordi Degasperi-Grüber e delle soluzioni autonomiste e regionaliste. Si spegne a Trento il 5 ottobre 1957, confortata dall’affetto della figlia Livia e dell’amica Bice Rizzi.

Daiana Boller

Daiana Boller (Trento, 1981) vive a Vattaro, dove è collaboratrice nella ditta di famiglia, impegnata nel settore della commercializzazione internazionale di legname da lavoro e costruzione. Si è laureata in storia locale a Trento con una tesi sul principe vescovo Alessandro di Masovia (1423-1444) ed è laureanda in Storia della civiltà europea con una tesi monografica sullo stesso argomento.

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