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6 libri (che erano) introvabili sulla prima guerra mondiale

Chi ha letto: “Il mio cuore fra i reticolati. Romanzo della nostra guerra” di Mario Carli, scritto nel 1935? O “Diario di un imboscato” di Attilio Frescura, del 1919? O “Il fuoco” di Henri Barbusse, del 1918?

Quasi nessuno, perché sono complicati da trovare.

Eppure raccontano, in prima persona, eventi minimi o epocali della Prima guerra mondiale.

Oggi il Mart di Rovereto mette i testi originali di questi libri a disposizione di tutti con il progetto “Libri di guerra”, che si inserisce nel contesto della mostra “La guerra che verrà non è la prima.”.

I libri, che provengono dalla Biblioteca del Mart o da altre istituzioni come la Biblioteca civica G. Tartarotti di Rovereto, la Biblioteca provinciale dei Cappuccini di Trento, il Museo della Guerra di Rovereto, saranno in mostra accanto a installazioni, dipinti, fotografie e altri oggetti, per invitare lo spettatore a un’approfondita comprensione degli eventi di cent’anni fa.

Attualmente (ottobre 2016) solo 3 dei libri sono stati caricati sulla piattaforma.

Ecco i libri che fanno parte del progetto:

Rudyard Kipling, La guerra nelle montagne. Casa editrice Risorgimento, Milano, 1917

Kipling guerra montagneKipling, che già aveva ottenuto il premio Nobel per la letteratura nel 1907, proprio all’inizio della Prima guerra mondiale aveva ricominciato a svolgere l’incarico di corrispondente di guerra, prima sul fronte occidentale, poi, nel maggio 1917, su quello italiano. Il rapporto col conflitto di Kipling fu molto sofferto, essendone stato convinto sostenitore, ma avendo perso l’unico figlio, partito volontario (forse proprio su pressione del padre), nel 1915.

Sulla vicenda del figlio di Kipling è stato girato nel 2007 un film, “My Boy Jack“, in cui il giovane è interpretato da Daniel Radcliffe, famoso per il ruolo di Harry Potter. Guarda il trailer.

Mario Carli, Il mio cuore fra i reticolati. Romanzo della nostra guerra, Milano, Ceschina, 1935

Prima intellettuale, poi volontario e ardito nella Prima guerra mondiale, legionario fiumano, fascista intransigente e appassionato, Mario Carli vanta una ricchissima produzione letteraria che annovera anche romanzi connotati da un profondo aggancio con l’esperienza politica che per Carli è, indissolubilmente, esperienza di vita. Così è anche per questo ‘Il mio cuore fra i reticolati’, diviso in due parti a simboleggiare la vita del protagonista, Franco Arbace, divisa tra un “prima della guerra” e un “dopo la guerra”: apologia della travolgente epopea delle trincee e dell’arditismo, narrazione etica di un percorso comune a molti giovani.

Henri Barbusse, Il fuoco, Milano, Sonzogno, 1918

E’ un romanzo autobiografico pubblicato nel 1916 in cui l’autore, lo scrittore francese Henri Barbusse, narra la sua esperienza come soldato dell’esercito francese sul fronte occidentale durante la prima guerra mondiale.

Giulio Barni, La buffa, Trieste, Stabilimento tipografico mutilati, 1935

Giulio Camber Barni è stato un poeta, avvocato e militare italiano. È noto soprattutto per le proprie poesie di guerra, pubblicate nelle due raccolte La buffa e Anima di frontiera.

Attilio Frescura, Diario di un imboscato, Vicenza, Galla, 1919

Frescura, scrittore e giornalista, raccolse i suoi ricordi e commenti sulla guerra nel “diario di un imboscato”, uno dei pochi testi privi di retorica pubblicati subito dopo la fine del conflitto, nel 1919.

Alcuni numeri de La brigata. Rivista mensile, Bologna, s.n., 1916-1919

“La brigata” – sottotitolo “Rivista mensile” – esce a Bologna nel giugno 1916. In totale ne escono 14 numeri.

Al progetto collaborarono Giovanni Nascimbeni, Clemente Rebora, Fernando Agnoletti, Umberto Saba, Corrado Alvaro, Giuseppe Lipparini, Massimo Bontempelli, Alberto Savinio, Carlo Carrà, Sibilla Aleramo. Assidui collaboratori della rivista erano stati – tra gli altri – Camillo Antona-Traversi, Alberto Spaini,, Camillo Sbarbaro, Giuseppe Lipparini.
Da segnalare l’assidua frequenza di Carlo Carrà allora ai suoi esordi metafisici, la presenza di De Chirico, una lettera di Dino Campana a Bino Binazzi.


Il Mart ha digitalizzato i testi, li ha trascritti e li sta caricando su Wikisource, la piattaforma di pubblicazione di testi letterari liberi da diritti d’autore. Ogni libro sarà caricato in due formati differenti, immagine e testo, in modo da permettere sia la lettura dell’originale che il riutilizzo libero del testo.
I testi entrano così a far parte di un patrimonio accessibile a chiunque e i termini del riutilizzo comprendono anche lo sfruttamento commerciale. Il Mart stesso invita studiosi, lettori, storici e docenti a sfruttare liberamente questi testi, che potranno essere usati per proporre eventi, approfondimenti e dibattiti. La community di Wikisource può partecipare al progetto verificando che la trascrizione del testi non ancora caricati corrisponda all’originale (cerca il “progetto del mese”).

Daiana Boller

Daiana Boller (Trento, 1981) vive a Vattaro, dove è collaboratrice nella ditta di famiglia, impegnata nel settore della commercializzazione internazionale di legname da lavoro e costruzione. Si è laureata in storia locale a Trento con una tesi sul principe vescovo Alessandro di Masovia (1423-1444) ed è laureanda in Storia della civiltà europea con una tesi monografica sullo stesso argomento.

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