Crea sito

I caduti trentino-tirolesi nella prima guerra mondiale

SterbebildernSoprattutto in occasione del centenario, sono moltissime le richieste di ricerche riguardanti gli oltre 11.000 caduti trentino-tirolesi nella prima guerra mondiale.

Molti furono i sacrari eretti a partire dalla fine della prima guerra mondiale per raccogliere e custodire in modo perpetuo e definitivo le salme delle migliaia di soldati caduti, sparse in migliaia di cimiteri provvisori militari. Il regime fascista cercò, dirigendo e ordinando la costruzione degli ossari, di appropriarsi della memoria della guerra a fini politici. Il tema della celebrazione del soldato caduto, che veniva espresso fino all’Ottocento con la costruzione di monumenti dedicati al singolo condottiero o al comandante del reggimento, nel primo dopoguerra vede l’affermarsi in tutta Europa di una concezione nuova, con la realizzazione di monumenti collettivi per i soldati.

Fino al 1921 in quello che era ormai Trentino e non più Tirolo, i monumenti ai caduti sorsero liberamente, senza alcuna limitazione particolare, ma dal 1921, quando fu bandito dall’amministrazione provinciale il concorso per piccoli monumenti architettonici, essi furono sottoposti a vincoli di carattere estetico. Dalla primavera del 1923 su pressione della Legione Trentina, piuttosto seccata per la trascuratezza dei redenti trentini verso la glorificazione dei volontari caduti per la redenzione , la questione dei monumenti venne trasformata in un problema di pubblica sicurezza, e la realizzazione di un monumento fu condizionata dal rilascio di un permesso da parte di una commissione ad hoc istituita presso la Questura di Trento dal prefetto Guadagnini. I monumenti, per i quali erano consigliate delle semplici lapidi, dovevano essere obbligatoriamente collocati nei cimiteri, non nelle piazze, e l’epigrafe doveva celebrare la redenzione. Nel 1924 la Legione manifestò il desiderio di vedere spostati nei cimiteri i monumenti già sorti in precedenza nelle piazze dei vari paesi trentini. Si veda il volume Sui campi di Galizia 1914-1917 edito dal Museo Storico Italiano della Guerra – Rovereto, pag. 408.

Un moderno monumento ai caduti trentino-tirolesi nella prima guerra mondiale è quello eretto presso il cimitero di Amras.

La bibliografia sull’argomento è ricca; consigliamo tuttavia alcuni testi in particolare:

trentini_soldiers_1914_leaving_trentoDopo un lavoro iniziato tra il 2004 e il 2005, è on line l’Albo dei caduti trentini nella Prima guerra mondiale, realizzato dal Museo storico italiano della Grande guerra di Rovereto. L’Albo dei caduti trentino-tirolesi nella prima guerra mondiale è disponibile sul portale della cultura della Provincia di Trento, a questo link. Cliccando su “Cerca nella banca dati” è possibile effettuare ricerche per caduto (nome e cognome), per comunità (luogo di residenza) o luogo di sepoltura o morte. Per ogni nominativo, una scheda contiene le informazioni recuperate ed eventuali foto e scritti. Le informazioni sono integrabili inserendo il proprio indirizzo email nella sezione “Collabora con noi“.

Per quanto riguarda i mille caduti della Valsugana orientale e del Tesino nella prima guerra mondiale, è stato creato un sito apposito: http://www.valsugana14-18.it/


E’ inoltre finalmente consultabile on-line il “Libro d’oro dei caduti tirolesi” o “Tiroler Ehrenbuch“.

La sua digitalizzazione (Link) permette ora una rapida consultazione e ricerca tra i nomi dei caduti di tutti i paesi che allo scoppio della guerra facevano parte della Contea del Tirolo e quindi anche di quelli trentini.

caduti trentino-tirolesi nella prima guerra mondialePurtroppo però, essendo stato compilato a guerra finita, non tutti i nomi dei caduti vennero comunicati, come si può vedere dal documento qui pubblicato, conservato nell’Archivio Storico del Comune di Tione.

Il sito, in tedesco, è tuttavia facilmente consultabile anche da chi non conosce la lingua. Unica avvertenza, è possibile trovare piccoli errori nella trascrizione di cognomi e località. Se non trovate risultati, riprovate con piccole varianti.

In den Tiroler Ehrenbüchern sind die Namen vermisster, gefallener und verstorbener Kriegsteilnehmer aus Alt-Tirol von 1796 bis 1945 festgehalten. Sie umfassen 158 Bände. Ein Teil davon befindet sich in der Landesgedächtniskapelle im TIROL PANORAMA mit Kaiserjägermuseum. Das Tiroler Ehrenbuch soll – wie ein Denkmal – die Erinnerung an die Kriegsteilnehmer dauerhaft ermöglichen und ist als Teil zur Trauerarbeit und Bewältigung der Kriegserlebnisse der betroffenen Generation zu sehen.

120 Bände alleine beziehen sich auf die Zeit des Ersten Weltkriegs. Neben biografischen Daten wie Geburts- und Sterbedatum, Heimatgemeinde, Beruf und Sterbeort beinhalten die Tiroler Ehrenbücher viele Sterbe- und Andenkenbilder, in einigen Fällen sogar Feldpostbriefe oder kurze Lebensskizzen.

Um diese einzigartige Quelle auch einer breiteren Öffentlichkeit zugänglich zu machen, hat das Land Tirol ein Projektteam mit VertreterInnen der Universität Innsbruck, des Tiroler Landesarchivs und der Tiroler Landesmuseen mit der Digitalisierung und wissenschaftlichen Bearbeitung der 120 Bände zum Ersten Weltkrieg beauftragt. Interessierte können via Internet in einer benutzerfreundlichen Datenbank in die Tiroler Ehrenbücher Einsicht nehmen bzw. darin recherchieren. Es besteht auch die Möglichkeit, zusätzliche Materialien zu den Personen in die Datenbank einzubringen.


Per i caduti in divisa italiana consigliamo invece la ricerca sul sito del Ministero della Difesa: http://www.difesa.it/Il_Ministro/CadutiInGuerra/Pagine/default.aspx

Daiana Boller

Daiana Boller (Trento, 1981) vive a Vattaro, dove è collaboratrice nella ditta di famiglia, impegnata nel settore della commercializzazione internazionale di legname da lavoro e costruzione. Si è laureata in storia locale a Trento con una tesi sul principe vescovo Alessandro di Masovia (1423-1444) ed è laureanda in Storia della civiltà europea con una tesi monografica sullo stesso argomento.

2 thoughts on “I caduti trentino-tirolesi nella prima guerra mondiale

Lascia un commento

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: