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La più eccezionale collezione di codici musicali antichi

codici musicali antichiSette codici musicali antichi trentini risalenti al Quattrocento: un vero e proprio tesoro!

Sette imponenti volumi con notazione musicale, che contengono quasi duemila composizioni a più voci in uso nelle corti e nelle cattedrali europee lungo tutto il Quattrocento. Raccolgono prevalentemente musica sacra per la liturgia cattolica (Messa e Ufficio), ma anche chansons profane, talvolta trasformate in facili canti sacri con l’aggiunta di testi latini.

Di essi sei sono oggi conservati al Castello del Buonconsiglio di Trento, mentre uno, ora nella Biblioteca capitolare, è conservato presso l’Archivio diocesano Tridentino. Complessivamente i sette codici tramandano 1834 composizioni musicali quattrocentesche a più voci (solitamente tre o quattro). L’autore più rappresentato nei codici, con oltre cento composizioni musicali, è Guillaume Du Fay (circa 1400-1474), certamente il più celebre maestro della scuola franco-fiamminga. Più di cinquanta composizioni sono poi da attribuire al suo contemporaneo Gilles de Bins detto Binchois. Il gruppo di autori di origine franco-fiamminga, che lavoravano in molte corti europee, è il più nutrito, ma notevole è anche la presenza di compositori inglesi. Rari sono gli autori italiani.

A Trento quindi è conservata una collezione unica al mondo. I sette codici musicali trentini del Quattrocento sono la più vasta collezione esistente di composizioni musicali polifoniche del XV secolo.

Sono sette voluminosi manoscritti cartacei identificati dalle sigle Tr87, Tr88, Tr89, Tr90, Tr91, Tr92 e Tr93 (dalla numerazione originaria che avevano nella Biblioteca capitolare del Duomo di Trento). Il più imponente è Tr 90, con 465 fogli (930 pagine), mentre il più piccolo è Tr 92, che conta 238 carte (476 pagine).

Vi sono diversi libri dedicati a questa eccezionale raccolta di codici musicali, ad esempio:

Il restauro dei codici ha permesso la digitalizzazione dell’intero corpo testuale, ora disponibile on-line.

Il Gruppo vocale L. Feininger di Trento (Giulia Gabrielli, Roberto Gianotti e Marco Gozzi) esegue intermezzi musicali tratti dai manoscritti trentini. Sul sito della Soprintendenza si possono ascoltare alcuni brani.

I fascicoli cartacei che ora compongono i codici furono scritti e poi rilegati assieme in tempi e in luoghi diversi: gli attuali manoscritti Tr87 e Tr92, i più antichi, furono assemblati e in parte copiati tra il 1430 e il 1445 dal sacerdote bolzanino Johannes Lupi (1410 ca. – 1467), giunto a Trento attorno al 1447 come organista della Cattedrale, dopo essere stato copista e cappellano alla corte imperiale di Graz – Wiener Neustadt al servizio di Federico IV d’Asburgo. I quattro codici più recenti (Tr88, Tr89, Tr90 e Tr91) sono invece principalmente l’opera del copista Johannes Wiser di Monaco, che li copiò a Trento, con l’aiuto di alcuni suoi scolari, nel periodo in cui fu succentor (assistente del maestro) e poi maestro della scuola capitolare trentina, tra il 1455 e il 1465. I codici poi restarono per più di quattrocento anni inutili e dimenticati nella biblioteca del Capitolo del Duomo di Trento, sino a quando il musicologo e sacerdote tedesco Franz Xaver Haberl non li ritrovò nel 1885. Il codice Tr93, l’unico che è tuttora conservato nella Biblioteca capitolare, fu compilato tra il 1450 e il 1455 ed è forse di provenienza austriaca; fu portato probabilmente a Trento da Lupi e il suo contenuto fu copiato quasi integralmente da Wiser nel codice Tr90.

codici musicali antichiI sette codici sono parte della Biblioteca musicale “Laurence K.J. Feininger”, collezione libraria di pregio conservata presso il Museo Castello del Buonconsiglio. La raccolta formata dal sacerdote musicologo Laurence K.J. Feininger (Berlino 1909 – Campo di Trens, Vipiteno 1976) e  documenta la storia del Canto Gregoriano sia nella sua estensione cronologica (dal secolo XI al XX) che nella sua estensione geografica (con presenza di numerosi libri diocesani di tutta Europa e volumi appartenuti a vari ordini religiosi). Essa raccoglie circa 135 manoscritti di canto gregoriano (dal secolo XI al XIX), circa 300 manoscritti musicali polifonici della Scuola romana del Sei-Settecento, oltre 1.140 opere a stampa di carattere liturgico musicale dei secoli XV-XX, un archivio fotografico contenente oltre 300.000 fotografie e 1.350 bobine di microfilms di manoscritti e di edizioni musicali i cui originali sono conservati in biblioteche e archivi di tutto il mondo, nonché pubblicazioni della Societas Universalis Sanctae Ceciliae (135 volumi pubblicati tra il 1947 e il 1975). Il ricchissimo patrimonio bibliografico-musicale lasciato da don Lorenzo Feininger e raccolto in quarant’anni d’intenso studio e di solitaria ricerca, venne ricomposto nel 1983 grazie al contratto di comodato tra la Provincia Autonoma di Trento ed il Museo degli usi e costumi della gente trentina, ente proprietario del resto della collezione per disposizione testamentaria di Feininger stesso.

Vuoi approfondire?

La Biblioteca musicale Laurence K.J. Feininger, il catalogo.

I codici musicali trentini, atti del congresso.

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I codici liturgici di Castel Tirolo, di Marco Gozzi

Daiana Boller

Daiana Boller (Trento, 1981) vive a Vattaro, dove è collaboratrice nella ditta di famiglia, impegnata nel settore della commercializzazione internazionale di legname da lavoro e costruzione. Si è laureata in storia locale a Trento con una tesi sul principe vescovo Alessandro di Masovia (1423-1444) ed è laureanda in Storia della civiltà europea con una tesi monografica sullo stesso argomento.

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