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L’emigrazione trentino-tirolese tra ‘800 e prima guerra mondiale

cartinaUn territorio montuoso come quello trentino non poteva che conoscere l’emigrazione da secoli.

Da metà Ottocento tuttavia quella che fino ad allora era stata un’emigrazione stagionale e temporanea prese caratteri diversi, diventando spesso emigrazione definitiva.

Il fenomeno migratorio era quindi presente nel territorio trentino da secoli: come immigrazione (ad esempio dei minatori tedeschi) e come emigrazione stagionale (ad esempio dei pastori). Oltre al fatto che il territorio è posto perlopiù a quote alte, che rendono poco produttiva, quando non impossibile, la coltivazione, pesava la frammentazione delle proprietà (ogni famiglia aveva in media 1,6 ettari), che in Sudtirolo venne evitata dalla pratica del maso chiuso, grazie alla quale l’eredità passava interamente al primogenito.

Dopo l’avvio del sistema cooperativistico e con l’inizio della stagione di crescita definita “Belle èpoque” anche l’emigrazione andò rallentando. Allo scoppio della guerra, molti rientrarono rispondendo alla chiamata alle armi.

A volte era l’emigrazione stessa a creare nuovi “mestieri”, come quello di Giosuè Ducati, nato a Vattaro nel 1851, che spesso truffava intere famiglie spacciandosi per un parente (quando non per un marito!) di ritorno dall’emigrazione in terre lontane. Egli si faceva prestare ingenti somme in attesa che i suoi fantomatici, ricchissimi bagagli venissero sbloccati dalle autorità competenti, oppure procedeva alla vendita delle “sue” proprietà. Il Ducati venne sottoposto a diversi processi a Udine, Belluno, Firenze (la sua statura non comune per i tempi a volte contribuiva a smascherarlo) e a internamenti in carcere e in manicomio.

Per approfondire:

L'emigrazione trentino-tirolese tra '800 e prima guerra mondialeIl Centro di documentazione sulla storia dell’emigrazione trentina è stato costituito nel dicembre 2004 e promuove interventi di studio e ricerca, organizza eventi culturali, convegni e seminari tesi a valorizzare il patrimonio documentario relativo all’emigrazione; raccoglie e conserva fonti per la storia dell’emigrazione con particolare riguardo alle fonti orali e ai materiali relativi alle biografie e alle storie di vita; cura pubblicazioni.

Il Centro di documentazione sulla storia dell’emigrazione trentina della Fondazione Museo storico del Trentino mette a disposizione, tra l’altro, dei premi per tesi sull’emigrazione trentina. Al bando, al quale saranno ammesse tesi che siano riconducibili alle discipline storiche ed agli studi sociali, potranno partecipare anche elaborati che analizzino il fenomeno della nuova emigrazione dal Trentino. Ecco il bando di concorso 2016 per le migliori tesi di laurea sulla storia dell’emigrazione trentina (download).

Il Centro ha compilato una bibliografia ragionata (aggiornata al 2013) sull’emigrazione trentina. La bibliografia ragionata è a disposizione sia in versione .pdf, sia nel database bibliografico che la Fondazione mette a disposizione nelle pagine del proprio sito. Link

Questo lavoro rappresenta il seguito di Bibliografia dell’emigrazione trentina (1793-1994), di Daniela e Renzo Tommasi, pubblicata dalla Provincia autonoma di Trento nel 1999:

In tema di emigrazione trentina il Laboratorio di formazione storica della Fondazione propone dei percorsi didattici per le scuole secondarie di primo e secondo grado, che ogni anno vengono rivisti e aggiornati. Per conoscere le proposte dell’anno corrente è sufficiente consultare la guida L’officina della storia.

Daiana Boller

Daiana Boller (Trento, 1981) vive a Vattaro, dove è collaboratrice nella ditta di famiglia, impegnata nel settore della commercializzazione internazionale di legname da lavoro e costruzione. Si è laureata in storia locale a Trento con una tesi sul principe vescovo Alessandro di Masovia (1423-1444) ed è laureanda in Storia della civiltà europea con una tesi monografica sullo stesso argomento.

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