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La fiaccolata in ricordo dei caduti trentino-tirolesi

Il Circolo Michael Gaismayr organizza ogni anno il 3 novembre una fiaccolata in ricordo dei 11.400 soldati trentino-tirolesi caduti nella guerra 1914 -18 nell’esercito asburgico, che si tiene nel centro storico di Trento a partire dalle ore 17.00.

Trento: fiaccolata in ricordo dei caduti

Programma:

“IN RICORDO DEGLI 11.400 SOLDATI TIROLESI-TRENTINI DELL’ESERCITO AUSTRO-UNGARICO CADUTI IN GUERRA 1914-18”

IL GIORNO 3 NOVEMBRE A TRENTO, IN PIAZZA DUOMO

Ore 16.45 ritrovo dei partecipanti in piazza Duomo, presso la fontana del Nettuno

Ore 17.15 partenza del corteo commemorativo con fiaccolata in ricordo dei circa 11.400 caduti tirolesi trentini dell’esercito austro-ungarico

Ore 18.00: via Belenzani, davanti alla lapide commemorativa su palazzo Thun: interventi del Presidente del circolo Gaismayr e degli ospiti

 

Il 3 novembre del 1918 le avanguardie dell’esercito italiano entravano in Trento. Si compiva così l’ultimo atto di una guerra maturata sull’onda del nazionalismo, che nel complesso era costata più di dieci milioni di morti e aveva ridotto alla fame e alla miseria le popolazioni civili di tutta Europa.
Per i tirolesi di lingua italiana la prima guerra mondiale significò lutti e devastazioni: furono sessantamila i Tirolesi trentini che combatterono con la divisa austro-ungarica sul fronte orientale fin dall’inizio della guerra nell’agosto del 1914 e, in non pochi casi, su quello meridionale, apertosi con la dichiarazione di guerra del Regno d’Italia nel 1915. Di questi, circa 11.400, secondo le stime più recenti, non fecero più ritorno a casa: nella stragrande maggioranza perirono nei primi mesi di combattimento.
Inoltre circa 100.000 civili furono costretti a lasciare le loro abitazioni: settantamila furono ospitati nei campi
profughi interni al territorio austriaco. Altri quarantamila, in seguito all’arretramento del fronte austro-ungarico,
furono deportati in Italia, spesso senza alcun riguardo per la composizione delle famiglie, guardati con sospetto dai
militari, dalle autorità e dalle popolazioni locali, che li sapevano in gran parte filo-austriaci.
10 libri del Museo trentino della Guerra da non perdereMolti soldati austro-ungarici sopravvissuti alla guerra non sfuggirono alla prigionia. Anche centinaia di soldati
Tirolesi trentini, per la sola colpa di aver indossato la divisa austro-ungarica, finirono nei campi di concentramento di svariate regioni italiane: da Isernia all’Asinara e perfino in Albania. Influenza, tifo, malaria, le pallottole delle guardie, provocarono decine di migliaia di morti fra i prigionieri austro-ungarici, fra i quali molti Tirolesi trentini.
Anche i danni materiali furono enormi: interi paesi del fronte meridionale erano stati rasi al suolo, disastri non
subiti da altre parti del Tirolo. Si calcola che alla fine della prima guerra mondiale solo in Valsugana fossero stati causati danni per oltre un miliardo e mezzo di lire di quel tempo.
Inoltre, come non bastasse, le Corone austriache furono dai “redentori” cambiate in lire al quaranta per cento
del loro valore reale, misura che rovinò famiglie e imprese locali (da cui il detto: “Trento redento al quaranta per
cento”).
Il Tirolo storico venne smembrato e le sue antiche Libertà e Autonomie cancellate: preludio alla dura repressione fascista che di lì a poco, con l’italianizzazione forzata e angherie di ogni tipo, avrebbe causato nuovi lutti e
sofferenze alla popolazione locale.

Eventuali aggiunte e variazioni al programma sul sito del Circolo: http://www.circologaismayr.it/

Guarda le foto della fiaccolata tenutasi nel 2012.

Guarda il video della fiaccolata del 2014:


Michael Gaismayr disegnato da Othmar Winkler
Michael Gaismayr disegnato da Othmar Winkler, logo dell’associazione www.circologaismayr.it
Ma chi era Michael Gaismayr?

Michael Gaismayr (Ceves, 1490 – Padova, 15 aprile 1532) è stato un politico e rivoluzionario, ideologo della rivolta contadina in Tirolo e nel Salisburghese tra il 1525 e il 1526.

Postosi alla testa della rivolta contadina del 1525 per la parte tirolese, convocò a Merano un convegno, cui parteciparono sia rappresentanti della Contea del Tirolo che dei due Principati vescovili di Trento e Bressanone, nel quale si cercò di imporre all’autorità civile una serie di riforme di stampo egualitario. Tra le richieste dei rivoltosi: eguaglianza di fronte alla legge, redazione di una raccolta di leggi civili e penali, abolizione dei privilegi della nobiltà, elezione dei giudici e loro pagamento (in modo che fossero indipendenti dall’esazione di pene pecuniarie), abolizione del potere della Chiesa. Fallito questo tentativo e anche la dieta dei contadini convocata a Innsbruck, durante la repressione militare della ribellione Gaismayr venne costretto a ritirarsi e rifugiarsi in Svizzera, dove si pose in contatto con H. Zwingli, ed elaborò il suo progetto di ordinamento sociale di stampo anabattista. Tentò in seguito di riaccendere la rivolta rientrando in Tirolo, ma senza successo. Dovette rifugiarsi in territorio veneziano, dove combattè al servizio della Serenissima, guadagnandosi una pensione che gli permise di stabilirsi nei dintorni di Padova. Nel 1529 la Repubblica di Venezia e gli Asburgo conclusero la pace e nel 1532 Gaismayr venne ucciso da due sicari, che volevano ottenere la taglia posta sul suo capo.

Per maggiori informazioni su Michael Gaismayr, si vedano lo studio di Josef Macek tradotto ed edito dalla rivista Uomo Città Territorio di Trento nel 1991 e il libro di Giorgio Politi, Gli statuti impossibili. La rivoluzione tirolese del 1525 e il programma di Michael Gaismair, Torino, Einaudi Paperbacks Microstorie, 1995. ISBN 8806131176.

Daiana Boller

Daiana Boller (Trento, 1981) vive a Vattaro, dove è collaboratrice nella ditta di famiglia, impegnata nel settore della commercializzazione internazionale di legname da lavoro e costruzione. Si è laureata in storia locale a Trento con una tesi sul principe vescovo Alessandro di Masovia (1423-1444) ed è laureanda in Storia della civiltà europea con una tesi monografica sullo stesso argomento.

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