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Forte Pozzacchio – Werk Valmorbia

Forte Pozzacchio - Werk ValmorbiaA 100 anni dall’inizio della Prima Guerra Mondiale, l’ultima delle fortezze imperiali, Forte Pozzacchio – Werk Valmorbia è ritornata al pubblico al termine di un lungo e accurato recupero che ne ha riportato alla luce la particolarissima caratteristica di manufatto interamente scavato nella roccia. 

Forte Pozzacchio è l’ultima delle fortezze austro-ungariche realizzate tra Ottocento e inizio Novecento sul confine del Trentino con il Regno d’Italia. Interamente scavata nella roccia, rappresentava la più moderna macchina da guerra della monarchia asburgica.

Nel 1906 il generale Conrad von Hötzendorf, capo dello Stato Maggiore austriaco, diede inizio alla costruzione di moderni forti corazzati a ridosso dei confini, articolato in tre sbarramenti: Adige-Vallarsa, Altipiani e Valsugana. Lo sbarramento Adige-Vallarsa prevedeva tre gruppi fortificati: Brentonico (monte Vignola), Valle dell’Adige (sbarramento di Serravalle) e Vallarsa (Matassone e Valmorbia). Di questi l’unico a venir realizzato fu forte Pozzacchio, caposaldo centrale della linea Monte Spil-Leno-Zugna Torta con il principale scopo di sbarrare una possibile penetrazione italiana verso Rovereto attraverso il Pian delle Fugazze e la Vallarsa. Forte Pozzacchio, o Werk Valmorbia come viene chiamato nei documenti austriaci, sorge a quota 882 metri sul fianco destro della Vallarsa, sopra l’abitato di Valmorbia e nei pressi di Pozzacchio.
I lavori di costruzione del forte iniziarono nel 1913 e proseguirono fino alla scoppio della guerra con l’Italia, ma l’opera non fu mai completata.
Il forte di Pozzacchio rappresenta lo stadio più evoluto raggiunto dall’ingegneria militare austro-ungarica: il tenente Stephan Pilz progettò un’opera quasi interamente in caverna; erano in calcestruzzo solo la batteria per obici in cupola corazzata e la caponiera. Per difendere l’ingresso era previsto un profondo fossato, dal quale si accedeva all’interno del forte. Al livello del fossato una galleria a ferro di cavallo collegava i diversi ambienti scavati nella roccia: gli alloggi della truppa, i locali di servizio, le postazioni per mitragliatrici e riflettori. Il progetto prevedeva tre piani. Un pozzo verticale dava accesso all’area sommitale dove erano installati l’osservatorio e le artiglierie posizionate in cupole corazzate.

Abbandonato dall’esercito austro-ungarico, il 3 giugno 1915 venne occupato dai soldati italiani.Forte Pozzacchio - Werk Valmorbia
Con l’offensiva del maggio 1916 il forte ritornò in mano austriaca e vi rimase fino alla conclusione del conflitto.
Già fortemente danneggiato dai bombardamenti, nel dopoguerra venne completamente spogliato delle parti metalliche.
Forte Pozzacchio – Werk Valmorbia venne radiato dal Demanio militare nel 1927, passò al Provveditorato generale dello Stato; nel 1932 il materiale ferroso fu venduto all’Opera Nazionale per il Mezzogiorno d’Italia. In seguito il forte fu ceduto a privati. Nel corso dei decenni continuò ad essere spogliato dall’azione dei recuperanti e i suoi dintorni utilizzati come pascolo.

Il suo recupero era cominciato nel 1998 con un finanziamento GAL-Leader II, su progetto degli architetti Francesco Collotti e Giacomo Pirazzoli. Nel 2005 il Comune di Trambileno ha acquistato il manufatto. Il successivo restauro, sollecitato dall’Amministrazione comunale e dall’Associazione “Il Forte”, è stato deciso e finanziato dalla Soprintendenza Beni architettonici della Provincia autonoma di Trento, con la collaborazione del Museo Storico Italiano della Guerra.
I lavori sono iniziati nel novembre 2010 e si sono conclusi nell’estate 2012, su progetto degli architetti Francesco Collotti e Giacomo Pirazzoli e la Direzione lavori dell’architetto Sandro Aita. Per approfondire consigliamo Il recupero dei forti austroungarici trentini.

Il restauro ha comportato la rimozione di detriti e la messa in sicurezza degli ambienti. Le baracche in legno previste nelle caverne sono ora evocate attraverso la pavimentazione metallica e la delimitazione perimetrale di alcuni vani. Una scala metallica raggiunge la parte sommitale del forte dove una passerella riproduce il corridoio che avrebbe dovuto collegare le cupole corazzate. Tutti gli interventi sono stati evidenziati in arancio, a memoria del cantiere interrotto dallo scoppio della Prima guerra mondiale.

Forte Pozzacchio - Werk ValmorbiaCome raggiungere il forte: da Rovereto si imbocca la Vallarsa lungo la statale 46 (strada del Pasubio) sino al bivio per Vanza e quindi verso Pozzacchio; poco prima del paese vi è il bivio per il parcheggio, da cui in 20 minuti a piedi si raggiunge il forte.

Il forte sarà aperto dalle ore 10 alle ore 18 nell’ultimo weekend di aprile, sabato e domenica in maggio e ottobre, venerdì, sabato e domenica nei mesi di giugno e settembre, mentre luglio e agosto i giorni di apertura saranno giovedì venerdì, sabato e domenica. Aperture straordinarie il primo maggio e il 14,15,16 agosto.

In occasione della riapertura, nelle giornate di sabato 29, domenica 30 aprile e lunedì 1 maggio sono previste delle visite guidate a partire dalle ore 14.00.

I libri sul fronte del Pasubio sono moltissimi, ma segnaliamo in particolare il catalogo della mostra Pasubio 1915-1918Non solo armi. Pasubio 1915-1918 di Gianluigi Fait

La Vallarsa però, anche al di fuori del tema bellico, è terra ricca di storia e suggestioni:

Daiana Boller

Daiana Boller (Trento, 1981) vive a Vattaro, dove è collaboratrice nella ditta di famiglia, impegnata nel settore della commercializzazione internazionale di legname da lavoro e costruzione. Si è laureata in storia locale a Trento con una tesi sul principe vescovo Alessandro di Masovia (1423-1444) ed è laureanda in Storia della civiltà europea con una tesi monografica sullo stesso argomento.

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