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I civili e la guerra: vivere, curare, nutrire, punire

Al via giovedì 10 marzo presso l'officina dell'autonomia in Via Zanella 1 a Trento il ciclo di incontri I CIVILI E LA GUERRA: VIVERE, CURARE, NUTRIRE, PUNIRE, proposti dalla Fondazione Museo storico del Trentino a corollario della mostra “Città fortezza: Trento 1915-1918”, ospitata presso le Gallerie a Piedicastello (Trento). Al via giovedì 10 marzo presso l’officina dell’autonomia in Via Zanella 1 a Trento il ciclo di incontri I CIVILI E LA GUERRA: VIVERE, CURARE, NUTRIRE, PUNIRE, proposti dalla Fondazione Museo storico del Trentino a corollario della mostra “Città fortezza: Trento 1915-1918”, ospitata presso le Gallerie a Piedicastello (Trento).
Nel primo incontro, dedicato al vivere, viene ripreso il tema della mostra e presentato il catalogo dell’esposizione. Gli altri appuntamenti, dedicati rispettivamente a curare, nutrire e uccidere vedono dialogare tra loro esperti in materie diverse: agli storici, che illustrano quel particolare aspetto nel caso di Trento, si affiancano di volta in volta una psicoterapeuta, un giornalista esperto delle guerre balcaniche degli anni Novanta, un sociologo della comunicazione.
Un modo per conoscere meglio la nostra storia e per costruire nuovi strumenti per comprendere il presente. La partecipazione agli incontri dei docenti in servizio è inoltre riconosciuta come corso di aggiornamento, ai sensi del D.P. 1328 del 1 giugno 2001.

Programma:

GIOVEDÍ 10 MARZO, ore 17:30

vivere

Cosa significa vivere in una città trasformata in una enorme caserma, improvvisamente abitata da più di centomila soldati provenienti da tutto l’Impero austroungarico? Tutto risulta sconvolto: i luoghi della città, le feste, la vita dei bambini e delle donne.

Andrea Robol
Assessore alla cultura, biblioteche, sport e pari opportunità del Comune di Trento

Giuseppe Ferrandi
Direttore generale della Fondazione Museo storico del Trentino

Elena Tonezzer e Davide Bagnaresi
«Città fortezza: Trento 1915-1918»
Dagli archivi alla mostra

Quinto Antonelli
Vita quotidiana in Trentino durante la Grande Guerra

**Al via giovedì 10 marzo presso l'officina dell'autonomia in Via Zanella 1 a Trento il ciclo di incontri I CIVILI E LA GUERRA: VIVERE, CURARE, NUTRIRE, PUNIRE, proposti dalla Fondazione Museo storico del Trentino a corollario della mostra “Città fortezza: Trento 1915-1918”, ospitata presso le Gallerie a Piedicastello (Trento).

GIOVEDÍ 24 MARZO, ore 17:30

curare

La posizione geografica di Trento, vicina al fronte meridionale, la rende particolarmente adatta per il ricovero dei militari feriti al fronte. Migliaia di soldati vengono ricoverati in decine di edifici requisiti e trasformati in ospedali. Ma le ferite non sono solo dei corpi.

Giuseppe Armocida
Le tappe del pensiero psichiatrico a partire dagli anni della Grande Guerra

Manuela Bailoni
Le organizzazioni che intervengono in situazioni di crisi oggi

L’incontro è parte integrante anche del ciclo di conferenze organizzato a cornice della mostra Corpi disarmati (Brentonico, Palazzo Eccheli-Baisi, fino al 30 giugno 2016).

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GIOVEDÍ 7 APRILE, ore 17:30

nutrire

Durante le guerre, le esigenze della popolazione civile passano in secondo piano rispetto a quelle dei militari. Nell’Impero austroungarico la crisi economica che comincia nel 1914 e diventa presto crisi alimentare. A Trento, la diminuzione della produzione agricola locale si somma al peso che la città deve sostenere a causa della presenza di decine di migliaia di soldati e prigionieri.

Nicola Fontana
Il sistema dell’approvigionamento di Trento durante la Grande Guerra

Davide Sighele
Le recenti guerre balcaniche

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GIOVEDÍ 20 APRILE, ore 17:30

punire

Nel 1916 Trento è teatro di eventi tragici che diventano per presto celeberrimi. Nella fossa del Castello del Buonconsiglio vengono eseguite da maggio a luglio ben tre condanne a morte: quella di Damiano Chiesa, Fabio Filzi e Cesare Battisti. L’immagine del corpo morto di quest’ultimo, consigliere comunale della città e parlamentare a Vienna, diventa uno dei simboli della Grande Guerra.

Diego Leoni
«Le strade che si incontrano, si incroceranno ancora»
Considerazioni inattuali sulla morte di Cesare Battisti

Alberto Brodesco
«Queste immagini potrebbero turbare la vostra sensibilità»

Daiana Boller

Daiana Boller (Trento, 1981) vive a Vattaro, dove è collaboratrice nella ditta di famiglia, impegnata nel settore della commercializzazione internazionale di legname da lavoro e costruzione. Si è laureata in storia locale a Trento con una tesi sul principe vescovo Alessandro di Masovia (1423-1444) ed è laureanda in Storia della civiltà europea con una tesi monografica sullo stesso argomento.

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