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I servizi sanitari nella prima guerra mondiale

LA SANITÀ NEGLI ANNI DELLA GRANDE GUERRA
Soldati inglesi delle colonie impegnati nei servizi di Croce Rossa

Una mostra itinerante per raccontare la sanità durante la Prima Guerra Mondiale. Con questo evento l’APSS e la Soprintendenza dei beni culturali della Provincia autonoma di Trento hanno voluto rendere disponibili nei luoghi di cura alcuni documenti e immagini relativi alla sanità civile e militare del periodo 1914 – 1918 provenienti dagli archivi trentini.

La mostra sarà visitabile, a partire dalla settimana prossima, negli ospedali e distretti del territorio trentino: dal 15 al 25 giugno 2015 all’ospedale di Arco, dal 29 giugno al 9 luglio all’ospedale di Tione, dal 13 al 23 luglio all’ospedale di Cavalese, dal 27 luglio al 21 agosto al distretto Centro Nord di Trento, dal 24 agosto al 3 settembre all’ospedale di Cles, dal 7 al 17 settembre all’ospedale di Rovereto, dal 21 settembre al 1° ottobre all’ospedale di Trento, dal 5 al 15 ottobre all’ospedale di Borgo.

«È con soddisfazione che presento questa mostra – ha detto in apertura

LA SANITÀ NEGLI ANNI DELLA GRANDE GUERRA
Un kit medico

Luciano Flor, direttore generale dell’Apss – che valorizza la memoria collettiva tramite la fruizione dell’importante patrimonio archivistico conservato sul nostro territorio, terra di confine ma anche di prima linea del fronte di guerra. Il percorso espositivo si svolgerà in luoghi insoliti per una mostra: gli atrii dei presidi ospedalieri e dei distretti sanitari trentini. Voglio ringraziare quanti hanno collaborato alla realizzazione di questa iniziativa che fa rivivere la Grande Guerra in piccoli scorci che celebrano il ricordo e la persistenza di un epoca storica difficile e dolorosa ma centrale per l’attuale assetto politico-istituzionale».

È poi intervenuta Anna Guastalla, archivista dell’Apss e curatrice della mostra, evidenziando che «non si tratta di un percorso approfondito in quanto la passeggiata tra pannelli e vetrine intende semplicemente lasciare suggestioni e suscitare curiosità portando in ospedale qualche pezzo d’archivio e di museo. Questa mostra avvicina le carte alle persone senza aspettare che le persone si avvicinino alle carte. L’obiettivo è di presentare informazioni interessanti, insolite e singolari, svelando qualche particolare dell’immenso patrimonio che gli enti pubblici conservano nei loro archivi, valorizzando così il patrimonio culturale che è esclusivamente collettivo anche se sovente poco conosciuto. Sfaccettature di sanità in epoca di guerra lungo il cammino delle persone che entrano in ospedale come pazienti o come accompagnatori e si imbattono in una distrazione culturale e collettiva. Ad arricchire il percorso sono esposti oggetti ad uso sanitario provenienti dalla collezione di Luca Girotto, medico dell’ospedale di Borgo e collezionista assai noto per il suo pluriennale impegno nello studio degli eventi della Grande Guerra sul fronte trentino».
«Il lavoro di ricerca, scelta della documentazione e redazione dei testi – ha proseguito Guastalla – è stato effettuato in collaborazione con la Soprintendenza dei beni culturali della Provincia privilegiando gli incartamenti conservati negli archivi dell’APSS, dell’Archivio provinciale, dell’Archivio di Stato di Trento, dell’Archivio storico del Comune di Trento, della Fondazione Museo Storico del Trentino e del Museo della Guerra di Rovereto. Parallelamente ai pannelli e alle vetrine sarà disponibile uno stampato con brevi testi che raccontano il percorso espositivo».

LA SANITÀ NEGLI ANNI DELLA GRANDE GUERRA
Feriti caricati su un treno della croce rossa

La parola è poi passata ad Armando Tomasi, direttore dell’Ufficio beni librari e archivistici e Archivio provinciale della Provincia autonoma di Trento. «La mostra – ha spiegato Tomasi – ha come materia prima documenti d’archivio, fonti esclusive primarie per la storia, dai grandi eventi ai micro eventi storici. Un patrimonio che va conservato e preservato, perché senza di esso non si può parlare di storia. Questa mostra si propone di illustrare un tema tanto importante quanto poco noto e fino ad oggi poco approfondito dagli studiosi, quale appunto quello della gestione della sanità in tempo di guerra, orientando la ricerca non sull’angolo visuale dei protagonisti attivi delle vicende belliche, bensì su quello dei protagonisti passivi, di coloro che “erano rimasti a casa”, più o meno lontani dalle zone delle operazioni militari, ma non per questo meno coinvolti dai riflessi drammatici di quanto accadeva sui campi di battaglia».

CORPI DISARMATI: SOPRAVVIVERE ALLA GUERRA 1 agosto 2015 – 30 giugno 2016 Palazzo Eccheli-Baisi Via Mantova, 4, Brentonico (TN)La mostra “Corpi disarmati: sopravvivere alla guerra”, curata da Mara Dissegna, Rodolfo Taiani ed Emanuele Togni, realizzata dalla Fondazione Museo storico del Trentino in collaborazione il Comune di Brentonico e il Servizio attività culturali della Provincia autonoma di Trento, rimarrà aperta al pubblico fino al 30 giugno 2016.

Disarmati, nutriti, spronati, sospesi nell’attesa, feriti, sospesi nella speranza, maneggiati, riparati, umiliati, e sopravvissuti: sono questi i termini concettuali intorno ai quali ruota la mostra Corpi disarmati: sopravvivere alla guerra nel tentativo di aprire lo sguardo dei visitatori alle condizioni psico-fisiche vissute durante la prima guerra mondiale da milioni di combattenti, dentro e oltre le fasi del conflitto e senza particolari sottolineature circa l’appartenenza a uno schieramento nazionale piuttosto che a un altro.
Un itinerario espositivo pensato e realizzato per mettere a nudo le storture e gli orrori della guerra, affidandone la narrazione a oggetti, ma soprattutto a immagini: gli uni messi a disposizione da numerosi soggetti (fra i quali la Croce Rossa austriaca e quella italiana), ma in particolare da alcuni collezionisti privati di Brentonico, a testimonianza di quanto la memoria della Grande Guerra abbia esercitato e continui a esercitare anche in piccoli lembi di territorio una straordinaria influenza sulla percezione e la rappresentazione del secolo scorso; le altre selezionate perlopiù fra il materiale raccolto presso la Fondazione Museo storico del Trentino grazie alle donazioni e agli approfondimenti di ricerca che si sono susseguiti nel corso degli anni.

Visitando la mostra si potrà cogliere appieno il senso più intimo della poesia di Gustav Heinse (1896-1971) con la quale si è scelto di rilanciare all’anno prossimo la prosecuzione dell’esposizione stessa. Nel nuovo appuntamento del 2016 (Corpi disarmati: ritornare dalla guerra – luogo e data da definire) si guarderà ai tanti mutilati nel corpo e nella psiche, altrettanti sopravvissuti al terribile naufragio dell’umanità sulle secche del progresso, che fecero ritorno alle proprie case al termine della guerra.
Io appartengo
alla generazione dei «sopravvissuti»,
il cui cervello
è gravato dall’orrore, messo da parte a forza,
incapsulato in un guscio speciale,
che il sogno –
o nuovo orrore!
a volte sventrò.
Poi trabocca,
si allarga,
mi sopraffà… orrore, orrore, orrore.
Sii benedetta, o luce!
che mandi in frantumi il sogno.

(Gustav Heinse, Il monte in fiamme: ai morti del San Michele e di San Martino del Carso 1915/1916. A cura di Paola Maria Filippi. Ferrara: Kolibris, 2013: 48-49).

CORPI DISARMATI: SOPRAVVIVERE ALLA GUERRA
1 agosto 2015 – 30 giugno 2016
Palazzo Eccheli-Baisi
Via Mantova, 4, Brentonico (TN)

Daiana Boller

Daiana Boller (Trento, 1981) vive a Vattaro, dove è collaboratrice nella ditta di famiglia, impegnata nel settore della commercializzazione internazionale di legname da lavoro e costruzione. Si è laureata in storia locale a Trento con una tesi sul principe vescovo Alessandro di Masovia (1423-1444) ed è laureanda in Storia della civiltà europea con una tesi monografica sullo stesso argomento.

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