Crea sito

Il Codice Feldpost

La consegna della posta militare ai soldati (Feldpost) in una cartolina austriaca della prima guerra mondiale.Il codice Feldpost è croce e delizia di tutti i collezionisti di corrispondenza militare.

Durante la prima guerra mondiale, per quanto riguardava i soldati dell’esercito austro-ungarico, erano a disposizione delle cartoline in franchigia (per le quali quindi non si pagava affrancatura, ossia non avevano bisogno di francobollo), e il servizio postale era garantito da militari a questo adibiti.

Questo significa che vennero formati degli uffici postali “mobili” o “volanti”, che seguivano il reparto cui erano assegnati nei suoi vari spostamenti sul fronte.

La “Feldpost“, ossia la “posta militare”, assegnava a ognuno di questi uffici postali mobili un codice, il “Feldpostnummer“, che ci permette oggi di rintracciare tutta la posta relativa a un dato reparto e alla zona in cui era operativo … a patto naturalmente che il timbro sia ben leggibile e che il codice venga indicato nella descrizione dell’unità documentaria (generalmente si tratta di cartoline illustrate e non o fotografie). Bisogna ricordare inoltre che con il termine “Feldpost” si indica sia il servizio, che la posta in sè, e molto spesso anche il codice (“Feldpostnummer“).

I numeri furono impressionanti: l’alfabetizzazione era diffusa, e il bisogno di tenersi in contatto con i propri cari era quotidiano. Le autorità, ben consapevoli dell’importanza di mantenere soldati e famiglie in comunicazione per il morale sia delle truppe che del fronte interno, fecero il possibile per facilitare lo scambio, negli anni di guerra, di miliardi di missive, senza dimenticare di fornire indicazioni sui contenuti e di esercitarvi la censura.

Potete approfondire cliccando qui oppure leggendo:

La grande guerra raccontata dalle cartoline, vasta raccolta di documenti, tra cui cartoline in franchigia, cartoline propagandistiche, diari, articoli di giornali, bollettini ufficiali, sia italiani che austro-ungarici, con la riproduzione di oltre 200 cartoline.



Il racconto delle cartoline imperial regie. Società, esercito e guerra nel «mondo di ieri». Die erzählung dei kaiserlich-königlichen karten
, c
entinaia di cartoline dell’impero austro-ungarico, divise dall’autore in “stanze”, divengono il racconto visivo dell’atmosfera di quel mondo. Oltre 130 schede contengono i dati sugli artisti, sugli stampatori e sull’argomento delle cartoline, così da consentire al collezionista la più precisa catalogazione.

Ogni invio di posta K.u.K. dalla madrepatria iniziava il suo viaggio dai punti di raccolta postali, fossero fissi o itineranti, nei quali la posta per il fronte, la “Feldpost“, veniva divisa a seconda della destinazione. Di qui la posta veniva portata agli uffici postali centrali, generalmente localizzati in punti centrali come snodi ferroviari. A quel punto le lettere prendevano la via dei vari corpi o divisioni o uffici postali da campo, dai quali venivano consegnati ai comandi e alle truppe.
La posta dal fronte seguiva naturalmente la via contraria.

Per garantire la consegna e la velocità dello smistamento, esistevano regole precise per compilare le cartoline in franchigia (dal Dienstbuch E-47): a sinistra in alto nome e indirizzo del mittente, in alto a destra la dicitura „Feldpost“ o „Tabori posta“ (in ungherese); al centro andava indicato l’indirizzo del destinatario o in basso a destra il numero dell’ufficio postale da campo (“Feldpostamt“) o di riferimento. Durante le prime fasi del conflitto queste indicazioni vennero pubblicate su diversi quotidiani e vennero stampate anche delle cartoline-modello.

La dicitura „Feldpost“ o „Tabori Posta“, o „Feldpost-Korrespondenzkarte“ o „Tabori postai levelezölap“ era particolarmente importante per le lettere che partivano da casa, perché permetteva di spedire senza affrancare la corrispondenza fino a un peso di 100g.

Il numero di cartoline in franchigia stampate nella parte austriaca dell'impero fu di 655.696.314 pezzi. Nella parte ungherese furono circa 171.622.200 pezzi. In totale, circa 827.318.514, tra le quali 63.681.664 pezzi delle cartoline prestampate plurilingue con la scritta "Sono sano e sto bene" („Ich bin gesund und es geht mir gut“).Il servizio postale militare dell’impero asburgico venne usato massicciamente fin dall’inizio del conflitto. Si stima che tra il 1914 e il 1918 vennero spedite in ogni giorno di guerra ben 9 milioni di corrispondenze tra i soldati asburgici al fronte e le loro famiglie.
Il numero di cartoline in franchigia stampate nella parte austriaca dell’impero fu di 655.696.314 pezzi. Nella parte ungherese furono circa 171.622.200 pezzi. In totale, circa 827.318.514, tra le quali 63.681.664 pezzi delle cartoline prestampate plurilingue con la scritta “Sono sano e sto bene” („Ich bin gesund und es geht mir gut“).

Uno dei codici Feldpost da ricercare per chi è interessato al fronte italo-austriaco è il 221: l’ufficio corrispondente venne creato nel febbraio 1915 e rimase attivo fino al settembre 1918. Ne esistevano anche alcune varianti (221, 221/I,II; 221b nel giugno 1917). Trovate maggiori informazioni cliccando qui.

L’ufficio nr. 221 era collegato all’88° brigata (Gruppo Adige), di stanza in Tirolo e in Vallagarina. Era composta dal battaglione Hertl, da cinque battaglioni della Landsturm, dal battaglione Standschützen Overmais, da quattro compagnie di Standschützen e dalla Hochgebirgskompagnie 3/16° (fonte qui).

Altro codice Feldpost da tenere d’occhio è il nr. 611, che si riferisce all’area del Tonale e fu attivo da gennaio 1915 a ottobre 1918.

Un esempio di codice Feldpost, timbri e affrancatura di posta proveniente dalle zone di lingua italiana dell'impero asburgico, durante la prima guerra mondiale.Per quanto riguarda la “Fortezza di Trento”, la posta militare prima dell’attivazione degli uffici di Feldpost avveniva attraverso gli uffici postali civili (timbri TRIENT 1 – TRIENT 2 – BONDONE…). In seguito l’ufficio di posta militare più importante, assegnato al Comando del Quartier Generale dell’11° armata, attivo per più di tre anni, fu il numero 224.

Durante il periodo della guerra funzionarono a Trento ben 16 uffici di Feldpost, oltre a un servizio di “Taubenpost”, ossia posta con piccioni viaggiatori (timbro “Militar-Brieftauben in Trient“). Nel maggio 1915 venne aperto l’ufficio nr. 607 per il comando di difesa del Tirolo; l’otto novembre venne chiuso l’ultimo ufficio, il nr. 500, presso la stazione ferroviaria.

Molta posta naturalmente continuava ad essere spedita dai soldati anche senza il timbro Feldpost, ad esempio se partiva dagli ospedali. Generalmente però riportava comunque il timbro “VON DER ARMEE IM FELDE”, ossia “Dall’armata sul campo”.

Riassumendo, la Feldpost nr. 224 fu attivata il 15 luglio 1915 presso il Castello del Buonconsiglio. Dal mese di novembre 1915 al gennaio 1916 funzionò anche per il Quartier Generale della 11° Armata. Chiuse la sua attività il 3 novembre 1918. La Feldpost nr. 500 fu l’ultima funzionante a Trento, attiva presso la stazione ferroviaria per l’11° Armata sulla tratta Trento/Innsbruck. A seguito di un assalto al vagone postale avvenuto l’1 novembre 1918, andarono persi tutti i timbri e l’ufficio cessò l’attività l’8 novembre 1918. La Feldpost nr. 607 fu la prima aperta a Trento, nel mese di maggio 1915, per il Comando Difesa del Tirolo. Fu chiusa il 21 gennaio 1917. Nel periodo dal 1914 al 1918 funzionarono a Trento i due ospedali militari principali (K.u.K. Festungsspital nr. 1 e nr. 2), l’ospedale epidemiologico (K.u.K. Epidemiespital), la stazione per il rimpatrio degli ammalati (K.u.K. Krankenabschubstation), una stalla per i cavalli sottoposti a cure veterinarie (K.u.K. Etappenpferdespital) e dalla stazione transitavano i treni ospedale organizzati dai reparti sanitari militari e dalla croce rossa austriaca. Il timbro “Von der Armee im Felde” era usato quando la spedizione della posta in franchigia avveniva in un ufficio non militare, sostituendo sia il timbro Feldpost che quello civile.

Nella zona di Gardolo vennero dislocate alcune compagnie aeree, dipendenti dalla 10° Armata, con propri uffici postali (timbro “K.u.K. Luftfahrtruppen Fliegerkomp. 17/D“).

Durante il conflitto, con lo spostarsi del fronte, fu necessario occuparsi anche dei servizi postali per i civili residenti nei paesi occupati (Serbia, Montenegro, Romania, Italia).Durante il conflitto, con lo spostarsi del fronte, fu necessario occuparsi anche dei servizi postali per i civili residenti nei paesi occupati (Serbia, Montenegro, Romania, Italia). La posta civile necessitava di affrancatura, vennero quindi emessi dei francobolli con dicitura “Feldpost“, a volte sovrastampati con il valore in moneta locale o indicazioni geografiche, oppure sovrastampati i francobolli standard.

Approfondimenti cliccando qui oppure leggendo qualche libro sull’argomento.

Se ai libri preferite i video, vi consigliamo questa conferenza tenutasi a Trieste:

Daiana Boller

Daiana Boller (Trento, 1981) vive a Vattaro, dove è collaboratrice nella ditta di famiglia, impegnata nel settore della commercializzazione internazionale di legname da lavoro e costruzione. Si è laureata in storia locale a Trento con una tesi sul principe vescovo Alessandro di Masovia (1423-1444) ed è laureanda in Storia della civiltà europea con una tesi monografica sullo stesso argomento.

Lascia un commento

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: