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Il Kaiserjäger roveretano Francesco Laich

Il Kaiserjäger roveretano Francesco LaichLe memorie del Kaiserjäger roveretano Francesco Laich, “il musicista che non doveva andare in guerra”, ma che suonò il violino e il saxofono sul Pasubio, sono raccolte nel volume “Rodolfo Bolner, Giovanni Pederzolli, Francesco Laich“, a cura di Gianluigi Fait (ISBN: 88-7197-064-0).

La sera del 27 luglio 1914, appena fu nota la dichiarazione di guerra alla Serbia, nelle maggiori località trentine si tennero manifestazioni più o meno spontanee di euforia per la guerra imminente. Francesco Laich, impiegato comunale, scrive riguardo Rovereto: «Imbandieramento degli uffici pubblici e la sera una grande fiaccolata militare con in testa la musica del reggimento. Il castello, allora adibito a caserma, era tutto illuminato di tremolanti fiammelle. Grida di evviva ed abbasso, un finimondo. In piazza Rosmini la banda militare si produsse coll’inno austriaco, quello Germanico e la marcia reale italiana, non per nulla esisteva la triplice alleanza».

Dopo lo scoppio del conflitto Francesco Laich venne inquadrato nel corpo musicale del 1° reggimento Kaiserjäger impegnato sul Pasubio. I Kaiserjäger erano un reparto di fanteria leggera dell’esercito reclutati nei territori alpini dell’impero, più precisamente nella Contea del Tirolo, che comprendeva i territori dell’odierno Tirolo settentrionale e occidentale austriaci, del Sudtirolo, del Trentino e dell’Ampezzano, oggi parte della provincia di Belluno.

Francesco Laich, studente, figlio di un impiegato militare di origine austriaca, appassionato di musica ed membro della banda cittadina nel novembre 1915, a 20 anni, fu chiamato alle armi a Innsbruck. Qui suonando il clarinetto e il sassofono entrò nel corpo musicale per poi arrivare nell’agosto 1916 sul Pasubio.
Finita la guerra Laich riportò nella sua memoria «le tristi e umilianti vicende di componente di seconda fila del corpo, tanto a Innsbruck che sul Pasubio». Laich si sposò nel 1920 con Rosina Trentini e continuerà a suonare il violino fino alla morte, nel 1961.

Nel suo diario riporta anche il recupero di alcuni soldati travolti da una valanga: “Non si scorgevano che travi, pezzi di carta catramata e macerie varie che uscivano da blocchi di neve infangata che somigliava a un mare in burrasca improvvisamente agghiacciato. Le molte baracche e con esse i suoi abitatori, non esistevano più! Un quadro desolato e di lugubre effetto. […] Scene orribili si presentavano ai nostri sguardi! Le vittime, seminude, perchè sorprese nel sonno, avevano i lineamenti che tradivano lo spasmo d’orribile e cosciente agonia. Alcuni, le dita rattrappite che entravano fra le coste del petto, altri con la bocca spalancata che sembrava avesse invocata l’aria che ormai gli mancava, altri schiacciati da qualche trave e circondati dalla neve arrossata dal loro sangue.”

Lo spettacolo Musica e memoria. Pasubio 1916-2016, tenutosi presso Malga Bisorte – Terragnolo, è basato su esibizioni musicali e letture tratte dalla memoria autobiografica del Kaiserjaeger Francesco Laich.

Edita dalla Fondazione Museo Storico del Trentino e dal Museo della Guerra di Rovereto, la collana “Scritture di guerra” raccoglie l’edizione critica di numerosi scritti autobiografici di area trentina legati all’esperienza della Grande Guerra: un materiale prezioso per storici, linguisti, antropologi, ma avvincente anche per il lettore comune. Tutte queste memorie fanno parte dell’Archivio della scrittura popolare, che ha sede a Trento presso la Fondazione Museo storico del Trentino.

Scritture di guerra 10, a cura di G. Fait, 2002, pp. 420
Il volume è costituito da tre testi autobiografici di soldati. Il primo è l’ampio e vivacissimo diario di Rodolfo Bolner, figura leggendaria di insegnante elementare. Il secondo è la memoria di Giovanni Pederzolli, falegname di Sacco, socialista e internazionalista. Combattente in Galizia, ferito e prigioniero, l’autore ci ha lasciato pagine di potente drammaticità e tensione ideale. Il terzo è scritto da Francesco Laich, impiegato dell’azienda elettrica roveretana e musicista.

Daiana Boller

Daiana Boller (Trento, 1981) vive a Vattaro, dove è collaboratrice nella ditta di famiglia, impegnata nel settore della commercializzazione internazionale di legname da lavoro e costruzione. Si è laureata in storia locale a Trento con una tesi sul principe vescovo Alessandro di Masovia (1423-1444) ed è laureanda in Storia della civiltà europea con una tesi monografica sullo stesso argomento.

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