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La prima guerra mondiale a Rovereto

Lo sguardo inquietoFondazione Museo Civico di Rovereto organizza la mostra

LO SGUARDO INQUIETO. ROVERETO NELLA GRANDE GUERRA
Rovereto, Palazzo Alberti Poja

dal 4 ottobre 2014 al 15 marzo 2015 da martedì a domenica 9.00 – 12.00, 15.00 – 18.00. Lunedì chiuso.

La mostra propone una ricca documentazione fotografica, grafica e pittorica, articolata in numerose sezioni, che indagano momenti diversi della storia cittadina ai tempi della Prima guerra mondiale.

L’esposizione infatti propone una sorta di “diario di guerra” di Rovereto.

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Rovereto, Corso Rosmini nel 1907
Il racconto si snoda non solo attraverso immagini documentarie e testimonianze sulla città, ma anche attraverso reperti, diari e soprattutto disegni, sculture, stampe, dipinti. Fortunato Depero, Iras Baldessari, Piero Coelli, Francesco Trentini, Mario Sironi, Giovanni Moschini, Umberto Maganzini, Giorgio Wenter, Luigi Bonazza, Carlo Cainelli, Giovanni Tiella, Ernesto Armani, Gustavo Borzaga, Hans Lietzmann, Elio Valentinelli, Gino Barbieri, Oddone Tomasi, Luigi Dalla Laita, rievocano la vita dei soldati, dei feriti, degli sfollati di Mitterndorf e degli internati di Katzenau: dell’apocalisse.

 

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Rovereto durante la guerra

Curata da Mario Cossali, Paola Pizzamano, Alessio Quercioli e Maurizio Scudiero e organizzata dalla Fondazione in collaborazione con il Museo Storico Italiano della Guerra e con la Biblioteca Civica “Girolamo Tartarotti”, la mostra propone una ricca documentazione
fotografica, grafica e pittorica, articolata in numerose sezioni, che indagano momenti diversi della storia cittadina ai tempi della Grande Guerra.

“Rovereto – spiega Pizzamano – è rappresentata alla vigilia del conflitto, con i suoi abitanti e la vita quotidiana; poi si dà spazio alla città militare, la città che si svuota, la città bombardata, ai soldati, ai volontari irredenti, ai martiri, agli esuli e ai prigionieri. Ne emerge uno sguardo ravvicinato e inquieto su Rovereto prima e durante la Grande Guerra.

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Roberto M. Iras Baldessari, Il treno dei feriti

Il racconto si snoda non solo attraverso immagini documentarie e testimonianze sulla città, ma anche attraverso reperti, diari e soprattutto disegni, sculture, stampe, dipinti. Fortunato Depero, Iras Baldessari, Piero Coelli, Francesco Trentini, Mario Sironi, Giovanni Moschini, Umberto Maganzini, Giorgio Wenter, Luigi Bonazza, Carlo Cainelli, Giovanni Tiella, Ernesto Armani,
Gustavo Borzaga, Hans Lietzmann, Elio Valentinelli, Gino Barbieri, Oddone Tomasi, Luigi Dalla Laita, rievocano la vita dei soldati, dei feriti, degli sfollati e internati di Mittendorf e di Katzenau: dell’apocalisse. Le fotografie e opere d’arte, alcune inedite, provengono dalla Fondazione del Museo Civico di Rovereto, dal Museo Storico Italiano della Grande Guerra e dalla Biblioteca civica “Girolamo Tartarotti” e da numerose collezioni private”.

L’esposizione propone una sorta di “diario di guerra” di Rovereto: il percorso espositivo ricompone, in un mosaico di immagini, il volto straniato di una città “negata” in cui si è insediata la guerra, e di un territorio quotidianamente ferito, svuotato dei suoi abitanti, ripopolato di gente in uniforme.

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Soldati austroungarici a Rovereto in Piazza Malfatti

“Rovereto, con i suoi ampi dintorni, vuota della sua gente, priva della normale vita sociale – continua Cossali -, è sospesa in un tempo strano nel quale sembra non succedere niente, ma che da un momento all’altro può essere travolto dalla violenza di una inenarrabile distruzione. La zona è occupata dai militari austroungarici, non c’è ombra di civili, ci troviamo di fronte ad una unreal city, come direbbe Eliot. Coinvolta nel sentimento di un’attesa, che non si può prevedere. Documenti, fotografie, dipinti, oggetti costruiscono il profilo di una Rovereto sconosciuta, avvolta nella sensazione che tutto può ancora avvenire, anche se non sembra mai arrivare l’ora decisiva. Straordinario materiale inedito, per lo più di origine austroungarica, ci introduce in una storia sostanzialmente sconosciuta, sia nei luoghi roveretani e lagarini sia nella landa di Katzenau dove molti roveretani erano costretti nell’esilio”.

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Soldati italiani a Rovereto in Piazza Rosmini

“L’intento – spiega Quercioli – non è quello di proporre l’ennesima mostra sulla Prima guerra mondiale bensì quello di osservare il mutarsi della città e dei suoi abitanti attraverso alcuni nodi tematici. L’attentato di Sarajevo, lo scoppio della guerra, la mobilitazione e poi, dal maggio del 1915, l’esodo dei civili, i bombardamenti, le distruzioni e le requisizioni sono altrettanti capitoli di una narrazione che ha l’intento di mostrare il rapido e drammatico trasformarsi di Rovereto da importante centro economico e culturale in una città fantasma abitata solo da soldati e martoriata dalle bombe. Le memorie dei suoi abitanti, soldati, prigionieri e profughi faranno da voce narrante a questo viaggio rendendo viva una memoria che in occasione del centenario della guerra non può che essere valorizzata e condivisa”.

infoInfo
FONDAZIONE MUSEO CIVICO DI ROVERETO
Tel. +39 / 0464 452800
www.museocivico.rovereto.tn.it
museofondazioneMCR.it

Daiana Boller

Daiana Boller (Trento, 1981) vive a Vattaro, dove è collaboratrice nella ditta di famiglia, impegnata nel settore della commercializzazione internazionale di legname da lavoro e costruzione. Si è laureata in storia locale a Trento con una tesi sul principe vescovo Alessandro di Masovia (1423-1444) ed è laureanda in Storia della civiltà europea con una tesi monografica sullo stesso argomento.

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