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La prima guerra mondiale in Valsugana

L’attuale Trentino Alto-Adige/Südtirol, prima dello scoppio del conflitto, era una regione di confine del vastissimo Impero Asburgico e in particolare era inserita nella Contea del Tirolo. Tra i comuni valsuganotti di Cismon e Grigno, precisamente in località Martincelli, nel maggio del 1866 venne fissato il confine tra l’impero e il giovanissimo Regno d’Italia. Allo scoppio della Prima guerra mondiale il settore della Valsugana divenne il più orientale dei cinque sottosettori nei quali venne suddiviso il fronte trentino.

La prima guerra mondiale in Valsugana

Gli austriaci non erano stati in grado di apprestare in questa zona un valido sistema difensivo: le opere realizzate in Valsugana erano numerose: Forte Vezzena, Forte San Biagio, Forte Tenna e Forte Belvedere di Lavarone, ma queste fortificazioni erano state costruite nel secolo precedente ed erano già obsolete per contrastare i colpi delle artiglierie moderne presenti nella Grande Guerra. Anche qui perciò, come in Primiero o in Vallarsa, gli austriaci arretrarono le loro posizioni non appena l’Italia ebbe dichiarato loro guerra, un anno dopo l’inizio del conflitto.

Per approfondire:

L’inizio delle ostilità su questo fronte, il 24 maggio del 1915, vide quindi la lenta e quasi incontrastata penetrazione italiana lungo la valle del Brenta e sui rilievi del massiccio di Cima D’Asta-Rava-Tolvà. Con l’agosto 1915 le regie truppe si erano insediate a Borgo Valsugana (dove oggi si trova un Museo dedicato alla guerra) e puntavano verso Roncegno Terme e Novaledo.

A questo punto furono perciò i comandi italiani che apprestarono quelle difese che gli austriaci non avevano fatto in tempo ad organizzare: il “sistema” di difesa fu preparato su più linee di fortificazioni campali, che correvano in tutta la valle e terminavano in prossimità delle pendici dei monti (Altopiano dei sette comuni da una parte, Monte Lefre dall’altra) con avamposti che fungevano da caposaldi per posizioni di artiglieria e mitragliatrice, in grado di coprire con fuoco incrociato le trincee situate più in basso.

Tra queste difese vi era lo sbarramento di Grigno, che si componeva di due fasce, una prima linea a cielo aperto, rinforzata con sacchi di sabbia e legname, e una seconda costituita da il cosiddetto “trincerone”. Il Trincerone di Grigno si è conservato in maniera ottimale dato che fu snobbato dai “recuperanti” che lo trovarono poco interessante e povero di materiale ferroso.

Per approfondire:

Alcune poco convinte azioni italiane in direzione del monte Panarotta e della testata della Val di Sella, dopo un’avanzata sui monti di Roncegno ed in Val Calamento, caratterizzarono l’inverno ’15-’16, ma l’esordio dell’offensiva austriaca del maggio 1916 spense ogni velleità obbligando fanti ed alpini ad un affannoso ripiegamento sui rilievi ad oriente del torrente Maso e, sul fondovalle, sulla linea di Ospedaletto. Gli attacchi dell’estate-autunno del ’16 nel Lagorai centrale, pur portando all’occupazione di monte Cauriol e di parte della Busa Alta e del Cardinal, non riuscirono a modificare la situazione di stallo determinatasi in seguito al consolidamento delle dominanti posizioni austriache.

Non riuscì in questo intento nemmeno la guerra di mine sviluppatasi all’estremità orientale del Lagorai sulle cime del Colbricon. Il conflitto, diventato ormai guerra di posizione, si trascinò stancamente nel 1917, con l’incredibile occasione persa di Carzano (18 settembre 1917), fino al ripiegamento italiano d’inizio novembre verso il Monte Grappa in conseguenza della rotta di Caporetto.

Da quel momento, Valsugana e Tesino divennero retrovia di riposo e riorganizzazione per le forze austriache impegnate tra il Grappa, la Valbrenta e gli Altipiani.

Per i caduti valsuganotti:


Prende il via venerdì 13 ottobre 2017 con il primo appuntamento “Giugno 1917 – fuoco (francese) sull’Ortigara” a cura dello storico Luca Girotto il ciclo di conferenze intitolato “1917. L’anno della svolta”.
Il ciclo, curato dalla Mostra permanente della Grande Guerra in Valsugana e sul Lagorai e dal Sistema culturale Valsugana orientale, prevede cinque conferenze dedicate al Primo conflitto mondiale ed in particolare ad alcune vicende verificatesi proprio nell’anno 1917, da molti riconosciuto come l’anno della svolta dell’intera guerra che porterà poi gli eserciti dell’Intesa a sconfiggere gli Imperi centrali.

Di seguito la lista degli appuntamenti e dei relatori che interverranno:

Venerdì 13 ottobre ore 20,30
Grigno, Sala della Cassa Rurale
LUCA GIROTTO: Giugno 1917 – fuoco (francese) sull’Ortigara

Venerdì 27 ottobre ore 20,30
Ospedaletto, Teatro Comunale
ALBERTO BURBELLO E LUCIA DELLAGIACOMA: Nel cemento e nella pietra: epigrafia di guerra in Valsugana orientale

Venerdì 17 novembre
Torcegno, Teatro Comunale
LUIGINO CALIARO/ANDREA VOLMANN/ FRANCESCO BRAZZALE: 1917-1918. Americani al fronte italiano

Venerdì 24 novembre ore 20,30
Telve di Sopra, Sala Corropoli
LUIGINO CALIARO: 1915-1918 – Ali italiane e straniere tra Adige e Brenta

Venerdì 1 dicembre
Scurelle, Teatro Parrocchiale
ALBERTO BURBELLO: Novembre 1917: vicende della ritirata dal Lagorai al Grappa

In allegato la locandina del ciclo

Informazioni:
Mostra permanente della Grande Guerra in Valsugana e sul Lagorai
Borgo Valsugana, vicolo Sottochiesa 11
Tel. +39 0461 757195
Tel. +39 0461 754052 Biblioteca


La prima guerra mondiale in ValsuganaL’esposizione IO SONO LA TRINCEA, ospitata nel Tricerone di Grigno, è nata nell’ambito del progetto didattico LineaTrincea ideato e curato da Giampietro Agostini e Laura Tomaselli. E’ realizzato dagli alunni ed insegnanti delle classi 4^E della scuola Primaria e 1^D della scuola Secondaria di I grado di Grigno (Istituto comprensivo di Borgo Valsugana) con l’intervento di Cecilia Cremonesi (patrimonio culturale) e di Francesca Minetto (fotografia e didattica).

La mostra espone gli scatti fotografici e alcuni stralci dei testi elaborati dai ragazzi durante il percorso didattico sul patrimonio storico, culturale e paesaggistico del paese. Cuore del progetto è la scoperta, o meglio dire la ri-scoperta, della Trincea di Grigno, un manufatto della Prima Guerra Mondiale recentemente ristrutturato, che nel corso dei decenni è stato poco valorizzato e utilizzato con molteplici scopi, diversi da quelli originali. Questo patrimonio, ignorato da molti, è stato riscoperto attraverso un percorso che ha guidato gli alunni a comprendere il valore di una preziosa testimonianza locale, inscritta nella storia mondiale, impressa nel paesaggio del proprio territorio.

Nel corso del progetto i ragazzi e gli insegnanti sono stati invitati a “rendere parlante” tale testimonianza e quindi comprenderla, facendola divenire patrimonio personale e collettivo. Strumento di indagine privilegiato è stato la fotografia, che ha stimolato nei ragazzi l’osservazione del luogo e dell’ambiente in cui sono immersi.

Intrecciando le storie dei singoli, i racconti del paese e la grande storia, si è ricostruita la biografia culturale della Trincea, prezioso patrimonio culturale che racconta molteplici storie che attraversano lo spazio e il tempo.

Per info rivolgersi alla Biblioteca Comunale di Grigno al n. 0461 765414.

http://www.mufoco.org/io-sono-la-trincea
https://www.facebook.com/lineatrincea

Daiana Boller

Daiana Boller (Trento, 1981) vive a Vattaro, dove è collaboratrice nella ditta di famiglia, impegnata nel settore della commercializzazione internazionale di legname da lavoro e costruzione. Si è laureata in storia locale a Trento con una tesi sul principe vescovo Alessandro di Masovia (1423-1444) ed è laureanda in Storia della civiltà europea con una tesi monografica sullo stesso argomento.

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