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La satira nella prima guerra mondiale

Fin dagli inizi della prima guerra mondiale, le cartoline furono uno dei mezzi di diffusione della propaganda. Proprio in quegli anni, infatti, la cartolina illustrata aveva raggiunto l’apice del suo successo arrivando a una sorprendente produzione in tutto il mondo: era un mezzo ottimo per la comunicazione rapida, per messaggi di poche parole, sulle quali però si imponeva prepotente il messaggio dell’illustrazione. Anche la satira nella prima guerra mondiale si servì delle cartoline, ma non solo. Nacquero vere e proprie riviste satiriche.

La satira nella prima guerra mondiale

Veicolare la propaganda di guerra attraverso questo strumento fu quindi una scelta quasi ovvia, favorita almeno nella prima fase del conflitto anche dai comandi militari in quanto le cartoline potevano in qualche modo dissimulare il vero stato d’animo delle truppe ed erano maggiormente controllabili dalla censura.

Tra i tanti temi scandagliati dalle cartoline di guerra, un posto non secondario ebbero quelle di satira politica che si affidavano alla caricatura, al disegno grottesco e irriverente per diffondere i loro incisivi messaggi.

Negli esemplari di produzione austro-ungarica e tedesca, raramente oggetto di esposizione in Italia, l’oggetto della satira è molto spesso il Regno d’Italia, doppiamente “traditore” perché uscito dalla Triplice Alleanza che lo legava ad Austria e Germania fin dal 1882 e perché aveva mire territoriali fino al Brennero, su terre tedescofone.

Per approfondire: Dalla satira alla caricatura. Storia, tecniche e ideologie della rappresentazione, di Attilio Brilli 


Grande Guerra e Satira“, una mostra di cartoline austro-ungariche dalla collezione di Rolando Pasqualini è la selezione di 64 cartoline, solo in parte viaggiate, ingrandite per una loro migliore lettura, presentate cronologicamente dal 1914 al 1918, per poter cogliere i cambiamenti che avvennero nella satira di propaganda in funzione degli eventi bellici e politici che andavano via via compiendosi. La mostra si è tenuta al Forte delle Benne sopra Levico Terme.

Guarda il video:

Rolando Pasqualini è originario di Pergine Valsugana. Oggi vive a Calceranica, dopo aver lavorato per lungo tempo in Svizzera. Oltre a collezionare le cartoline di Calceranica e dei comuni che si affacciano sul lago di Caldonazzo, per anni è andato alla ricerca sia in Italia sia all’estero di cartoline e foto-cartoline militari.


La Grande Guerra nella cartografia satirica europea” è il titolo di una mostra di antica cartografia satirica d’Europa nel periodo tra la fine dell’Ottocento e la Grande Guerra, organizzata dall’assessorato alla cultura del Comune di Strigno con l’Associazione Giovane Europa di Ascoli Piceno.

La satira nella prima guerra mondiale

Una raccolta preziosa di carte geografiche della collezione Gianni Brandozzi che in chiave umoristica raccontano le tensioni tra i vari Paesi europei all’alba del conflitto. Un’occasione per approfondire un periodo storico importante grazie a documenti che cristallizzano gli stereotipi nazionali attraverso simboli ancora oggi attuali e raccontano gli sviluppi sociali dell’epoca non solo nella politica, ma nei nuovi stili artistici e di comunicazione.
La raccolta cartografica propone nomi di importanti cartografi e giornalisti dell’epoca, dall’inglese Fred Rose all’italiano Galantara: artisti che riescono a restituire in simboli il complesso contesto sociale all’alba della Grande Guerra.

Il catalogo della mostra è sfogliabile gratuitamente on line grazie all’Ecomuseo della Valsugana: http://issuu.com/ecovalsugana/docs/catalogo?e=0

Anche Rai Parlamento ha girato un servizio sulla mostra: http://shar.es/Ndk2h


A colpi di matita, la Grande Guerra nella caricatura” è il titolo di una mostra curata da Danilo Curti-Feininger e Rodolfo Taiani, dedicata alla guerra combattuta non al fronte, ma sulle pagine delle riviste e dei giornali umoristici, attraverso l’abilità e la vena creativa di alcuni caricaturisti, molti dei quali di straordinaria levatura.La satira nella prima guerra mondiale

Un percorso attraverso la storia delle più importanti riviste illustrate e dei suoi collaboratori, che permette di leggere come il conflitto, la guerra, il combattente vengano interpretati e raffigurati prima, durante e immediatamente dopo la Grande Guerra.

La satira nella prima guerra mondialeDalla seconda metà dell’Ottocento, le pagine delle testate illustrate diventano la palestra per disegnatori e grafici che vi applicano e provano modalità comunicative sempre aggiornate.

Alcuni tra i disegnatori, caricaturisti, illustratori e pittori più noti offrono nuovi orientamenti e suggestioni visive al gusto di un pubblico fino allora raggiunto solo dalle immagini religiose e da forme di arte popolare.

Le riviste illustrate, veri e propri organi informativi, costituiscono un’esperienza diffusa in tutta Europa.

Prima ancora del massiccio ricorso alla fotografia è la forma grafica a proporre rappresentazioni, raffigurazioni e interpretazioni di eventi di cronaca che spaziano dal costume alla politica, dallo spettacolo al tempo libero.

La satira nella prima guerra mondialeE fra questi trovano spazio inevitabilmente le guerre, i tanti focolai di conflitto che da quello Franco tedesco della prima metà degli anni settanta si espandono sempre più al resto del pianeta, fra lotte coloniali sospinte dalla necessità di conquistare nuovi mercati grazie ai quali sostenere la produzione dell’Occidente industrializzato.

Uno scontro fra civiltà, se si vuole, ma soprattutto il disvelarsi di una natura umana colta nelle sue dimensioni peggiori, e che non lascia indifferenti, nella restituzione grafica e/o artistica, caricaturale o realistica che sia, quanti si cimentano nella sua rappresentazione.

La satira nella prima guerra mondialeLa mostra propone un percorso, dunque, attraverso la storia delle più importanti riviste illustrate e dei suoi collaboratori, spesso vere e proprie celebrità, che permette di leggere come il conflitto, la guerra, il combattente, genericamente intesi, vengano interpretati e raffigurati prima, durante e immediatamente dopo la Grande Guerra, quando ciò che esisterà non avrà più nulla a che fare con il passato e che forse, proprio nel lavoro di alcuni artisti, viene tragicamente profetizzato.

Una rappresentazione che talvolta trova la sua vetrina anche nelle etichette dei prodotti commerciali e nelle comunicazioni visive di importanti aziende, sempre parte integranti delle riviste illustrate che per continuità di tradizione, per maestria dei collaboratori e per diffusione, si è scelto di selezionare per la mostra in un percorso cronologico che attraversa un periodo di circa trent’anni, dai primi anni novanta dell’Ottocento alla fine degli anni dieci del Novecento.

Daiana Boller

Daiana Boller (Trento, 1981) vive a Vattaro, dove è collaboratrice nella ditta di famiglia, impegnata nel settore della commercializzazione internazionale di legname da lavoro e costruzione. Si è laureata in storia locale a Trento con una tesi sul principe vescovo Alessandro di Masovia (1423-1444) ed è laureanda in Storia della civiltà europea con una tesi monografica sullo stesso argomento.

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