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Mio dolce paese, dove sei? Identità perdute da Rouault ai contemporanei

La mostra “Mio dolce paese, dove sei? - Mon doux pays, où êtes-vous? Identità perdute da Rouault ai contemporanei”, curata da Domenica Primerano e Riccarda Turrina è l’esposizione che il Museo Diocesano Tridentino ha organizzato in occasione delle celebrazioni del Centenario della Grande Guerra. Sarà ospitata a Trento, presso il Museo Diocesano Tridentino, dal 18 settembre 2015 al 11 gennaio 2016.La mostra “Mio dolce paese, dove sei? – Mon doux pays, où êtes-vous? Identità perdute da Georges Rouault ai contemporanei”, curata da Domenica Primerano e Riccarda Turrina è l’esposizione che il Museo Diocesano Tridentino ha organizzato in occasione delle celebrazioni del Centenario della Grande Guerra.

Allestita nelle sale del piano terra, la mostra ha portato per la prima volta a Trento il celebre Miserere di Georges Rouault (Parigi, 1871 – 1958). Il ciclo, composto da 58 incisioni, fu concepito negli anni della Prima Guerra Mondiale, ripreso tra il 1922 e il 1927 ma pubblicato solo nel 1948, ed è considerato dalla critica la testimonianza più intensa e significativa dell’artista francese, ritenuto il più grande pittore religioso del Novecento. Ispirato al Salmo 51, che nella versione latina inizia con le parole “Miserere mei, Deus”, il ciclo pone al centro l’uomo calpestato, offeso, discriminato; Rouault condanna la miseria, la sofferenza, la guerra, che mostrano l’essere umano in tutta la sua fragilità e impotenza. Ma individua nel sentimento della compassione, della misericordia, mostrata da Cristo crocifisso, redento e redentore, la via d’uscita alle sofferenze dell’uomo.

Per approfondire consigliamo il libro (in italiano) Georges Rouault. Miserere et guerre di Giuliana Altea:

La mostra “Mio dolce paese, dove sei? - Mon doux pays, où êtes-vous? Identità perdute da Rouault ai contemporanei”, curata da Domenica Primerano e Riccarda Turrina è l’esposizione che il Museo Diocesano Tridentino ha organizzato in occasione delle celebrazioni del Centenario della Grande Guerra. Sarà ospitata a Trento, presso il Museo Diocesano Tridentino, dal 18 settembre 2015 al 11 gennaio 2016.Il ciclo viene messo in dialogo con immagini fotografiche scattate al termine del primo conflitto mondiale per documentare i danni arrecati ai luoghi di culto della nostra regione durante la prima guerra mondiale. (Per approfondire: Paesaggi di guerra: il Trentino alla fine della Prima Guerra Mondiale.) Queste immagini, che mostrano la distruzione bellica in tutta la sua devastante portata, sono state raccolte in un filmato di grande impatto emotivo realizzato da Stefano Benedetti. Tramite l’utilizzo di una particolare tecnica di elaborazione e fotoritocco, le immagini prendono vita, simulando – grazie alle potenzialità dell’animazione tridimensionale – il movimento al loro interno. Le foto raccontano, al contempo, la grande desolazione di quei territori profondamente feriti dalla guerra. Gli stessi ai quali faranno ritorno i molti abitanti delle valli del Trentino, fatti sfollare nel maggio 1915, dopo lo scoppio della guerra. A differenza dei tanti profughi dei nostri giorni, costoro ebbero la possibilità di tornare nei loro paesi d’origine. Un destino negato a quanti oggi, fuggendo da luoghi di guerra, di discriminazione e violenza, ancora una volta si chiedono “Mio dolce paese, dove sei?”. Questo è il titolo della mostra, desunto dalla tavola XLIV del Miserere : Mon doux pays, où êtes-vous? (Mio dolce paese, dove sei?). Una domanda che racchiude tutto lo smarrimento, il senso di perdita e di vuoto di chi assiste impotente alla distruzione che ogni guerra porta con sé.

La mostra “Mio dolce paese, dove sei? - Mon doux pays, où êtes-vous? Identità perdute da Rouault ai contemporanei”, curata da Domenica Primerano e Riccarda Turrina è l’esposizione che il Museo Diocesano Tridentino ha organizzato in occasione delle celebrazioni del Centenario della Grande Guerra. Sarà ospitata a Trento, presso il Museo Diocesano Tridentino, dal 18 settembre 2015 al 11 gennaio 2016.Una domanda che si pone il profugo ritratto da Alfredo Jaar in Walking che percorre scalzo una striscia d’asfalto portando con sé, stretto in un fagotto, quel poco che ancora gli appartiene. O i disperati di Calais, punto strategico di passaggio verso l’Inghilterra, che si nascondono in capanne fatte con pezzi di teloni, coperte o cartoni. Le vediamo, dissimulate tra le macchie boschive, negli scatti di Jean Revillard. Le foto del reporter Ugo Panella raccontano i luoghi di guerra dai quali si fugge; o il tragico destino dei bambini soldato; ma anche la speranza di una madre che stringe il proprio bambino, guardando dalla finestra di un minareto una città. Le storiche immagini di Robert Capa e Valentino Petrella infine raccordano la Grande Guerra ai conflitti del nostro tempo. Ugo Panella presenta qui al pubblico “Un’altra umanità”: un viaggio nella fotografia di denuncia e di impegno civile che lo ha portato in vari luoghi del mondo.

In mostra sono presenti inoltre sculture di Simone Turra, artista trentino che dà vita a figure arcaiche, quasi mitiche, che sembrano ancora fuse alla natura; in dialogo con quelle di Rouault, queste figure raccontano la dimensione tragica del dolore, i silenzi e gli abbandoni che accompagnano il vivere umano. (SImone Turra: sculture e disegni)

La mostra è stata aperta fino alla fine di febbraio 2016. [email protected]

Daiana Boller

Daiana Boller (Trento, 1981) vive a Vattaro, dove è collaboratrice nella ditta di famiglia, impegnata nel settore della commercializzazione internazionale di legname da lavoro e costruzione. Si è laureata in storia locale a Trento con una tesi sul principe vescovo Alessandro di Masovia (1423-1444) ed è laureanda in Storia della civiltà europea con una tesi monografica sullo stesso argomento.

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