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Il Museo della Guerra di Borgo Valsugana

Interessante esposizione, recentemente rinnovata, curata dall’Associazione Storico-Culturale della Valsugana Orientale e del Tesino, dedicata alla Grande Guerra tra l’Altopiano dei Sette Comuni, la Valsugana e la catena del Lagorai-Cima d’Asta. Cura numerose pubblicazioni, ricerche e organizza incontri sul tema della Prima guerra mondiale.

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APERTURA:

da maggio a settembre da martedì a domenica 10-12 e 15-18.30;

in altri periodi mercoledì 9.30-12, sabato e domenica 10-12 e 15-18.30;

gennaio e febbraio su prenotazione 


Allestita all’interno dell’ex Mulino Spagolla, la Mostra Permanente della Grande Guerra in Valsugana e sul Lagorai è gestita dall’Associazione Storico-Culturale della Valsugana Orientale e del Tesino che ha tra i suoi scopi quello di conservare, studiare e valorizzare le testimonianze materiali, bibliografiche, archivistiche e fotografiche relative alla Grande Guerra nell’area compresa tra l’Altopiano dei Sette Comuni, la Valsugana e la catena del Lagorai-Cima d’Asta.

L’esposizione è stata inaugurata nell’ottobre 2002, ampliata a fine 2005 e rinnovata ad inizio 2013. All’ingresso è esposta l’uniforme garibaldina del borghesano Alessandro Spagolla che combattè nel “Corpo Volontari Italiani” nella guerra italo-austro-prussiana del 1866, al confine italo-tirolese. L’esposizione è articolata in spazi tematici legati ad aspetti umani e tecnologici del conflitto. L’iconografia offre immagini dei campi di battaglia e delle distruzioni subite dai paesi della valle. 
Nelle vetrine compaiono pezzi originali e uniformi ricomposte fedelmente con materiali dell’epoca. Tra queste va segnalato un’infermeria italiana da campo e un centralino telefonico, la figura del fante tagliafili della “Compagnia della Morte”, del soldato austroungarico inquadrato in una Musketenpatrouille, di un ufficiale mitragliere italiano, di un fante della brigata Venezia in equipaggiamento di marcia, di due ufficiali dei Landesschutzen e dei Reitende Tiroler Landesschutzen , delle truppe d’assalto imperiali e dei bersaglieri italiani.

Uno spazio particolare è riservato al giornalista-scrittore Paolo Monelli, ufficiale del battaglione Val Cismon, di cui il Museo espone l’uniforme del 1917 ed i cimeli di guerra. Una vetrina propone la tenuta di volo di Josef Kiss, asso dell’aviazione ungherese, assieme alle sue decorazioni. Nella seconda parte della mostra un diorama ricostruisce una trincea austriaca e l’antistante sbarramento di reticolato, mentre la volta vetrata dell’ex canale di scarico mostra uno scorcio di tunnel italiano con le attrezzature di scavo; fra i numerosi materiali risaltano due pezzi d’artiglieria austroungarici, un cannone da 8 cm, modello M5/8 ed un lanciabombe da 12 m, Luftminenwerfer. 

Daiana Boller

Daiana Boller (Trento, 1981) vive a Vattaro, dove è collaboratrice nella ditta di famiglia, impegnata nel settore della commercializzazione internazionale di legname da lavoro e costruzione. Si è laureata in storia locale a Trento con una tesi sul principe vescovo Alessandro di Masovia (1423-1444) ed è laureanda in Storia della civiltà europea con una tesi monografica sullo stesso argomento.

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