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Padre Kino: il trentino che fece l’America

Padre Kino Il missionario gesuita Eusebio Chini, meglio noto come Padre Kino, padre fondatore dell’Arizona, nacque nel 1645 a Segno (oggi frazione di Predaia), in Val di Non, al tempo parte del Principato Vescovile di Trento, figlio di Francesco Chini e Margherita Luchi.

Per conoscerlo meglio (cliccare sui titoli per dettagli):

 

Battezzato nella chiesa del vicino villaggio di Torra, intraprende dopo gli studi elementari quelli ginnasiali nel Collegio gesuita di Trento, per completarli ad Hall in Tirolo dove, guarito da una grave malattia, fa voto di entrare nella Compagnia di Gesù per dedicarsi alle missioni nelle Indie come, pochi anni prima di lui, aveva fatto un altro illustre figlio del Principato Vescovile di Trento, Martino Martini.

Il 20 novembre 1665, sciogliendo il voto fatto nel periodo di malattia, entra nella Compagnia di Gesù. Per devozione e ringraziamento a San Francesco Saverio, che lo aveva miracolosamente strappato alla morte, sceglie come secondo nome Francesco, aggiungendolo al proprio nome di battesimo.

Ordinato sacerdote ad Eichstatt in Baviera nel 1677, compie la sua preparazione in Spagna nel Collegio di Siviglia e finalmente, il 3 maggio 1681, benché desideri partire per l’Oriente, riceve l’incarico di fondare una missione presso la frontiera settentrionale della Nuova Spagna. Sbarcato a Vera Cruz, dopo tre mesi di navigazione, Chini pone la sua prima base nella Bassa California, in una terra ancora sconosciuta agli occidentali.

A causa di un periodo di forte siccità, Eusebio Chini, che nel frattempo ha ispanizzato il suo nome in Eusebio Francisco Kino, è costretto a ritornare a Città del Messico nel 1685. Nel 1687 arriaò a Sonora per lavorare con la popolazione dei Pima, creando la prima missione cattolica nella provincia.

Convinto sostenitore della necessità del miglioramento delle condizioni di vita delle popolazioni autoctone, si adopera per lo sviluppo economico di Sonora, insegnando agli Indiani le metodologie per l’allevamento del bestiame, la lavorazione del ferro e la coltivazione di piante non conosciute. Tutela strenuamente la dignità e gli interessi dei suoi indiani contro la prepotenza dei conquistatori, ottenendo il decreto reale che esonera i convertiti dal lavoro nelle miniere e dal pagamento dei tributi.

Padre Chini si impegna nella difesa della dignità degli Indiani di Sonora, al punto da essere coinvolto in una serie di controversie con i suoi co-missionari, molti dei quali invece agivano in stretto accordo con le imposizioni del sistema coloniale spagnolo.

Eusebio Chini costruì missioni che si estendevano all’interno dello stato di Sonora verso nordest per 240 km fino alla missione di San Xavier del Bac, tuttora attiva come parrocchia cattolica vicino a Tucson, in Arizona. Costruì 19 rancheras, che rifornirono di bovini i nuovi insediamenti. Fondò in tutto 27 stazioni missionarie e la sua fama si diffuse ben presto tra le tribù indiane. Tutte lo accettarono, nonostante fossero in perenne guerra tra di loro. Il nome di Chini presso i Pima, per via del colore dell’abito, fu “contadino nero”.

Compì molti viaggi di esplorazione verso nord, fino al Rio Colorado, fornendo la prova scientifica del fatto che la California è una penisola. Padre Eusebio Chini infatti fu anche uno scrittore e autore di libri di astronomia e di cartografia.

Padre Kino

Nel periodo spagnolo, passato a Cadice in attesa dell’imbarco per l’America, tra il dicembre 1680 e il febbraio 1681 osservò il passaggio di una cometa, della quale diede un’ampia e approfondita descrizione in un testo che anticipò i moderni trattati di astronomia. In America affinò diverse sue capacità e conoscenze: in particolare divenne un esperto astronomo, un matematico e un estensore di mappe geografiche.

È stato calcolato che nei 24 anni di permanenza in Nuova Spagna, nel corso di 50 viaggi di esplorazione egli viaggiò per almeno trentamila chilometri. Le sue spedizioni a cavallo coprirono un’area di 130.000 km².

Padre Eusebio fu il primo a dedurre che la Bassa California era una penisola. Fino al suo arrivo in Nuova Spagna, infatti, si riteneva che la Baja California, così come la Isla de Mujeres, fosse un’isola, staccata dal continente nordamericano. Padre Chini organizzò e guidò la prima grande spedizione via terra nella Bassa California. Scoprì il passaggio via terra dalla Bassa California al continente, dimostrando quindi che non era un’isola, ma una “peninsula”.

In seguito, realizzò la prima mappa accurata di Pimería Alta, del golfo della California e della Bassa California. La cartografia realizzata coprì un’area lunga 300 km e larga 400 km. Le sue conoscenze relative alle mappe e alla navigazione gli fecero pensare che gli Indiani del Messico potevano facilmente accedere alla California dal mare, osservazione che venne accolta con scetticismo dai missionari di Città del Messico. Quando propose di costruire una nave (Padre Chini infatti era appassionato di fisica e amava creare modelli di nave in legno) e di farle attraversare il deserto di Sonora e la costa occidentale messicana, ne derivò un’accesa controversia con i suoi co-missionari.

Padre Chini rimase nelle sue missioni fino alla morte nel 1711. Morì nella città oggi chiamata Magdalena de Kino, attualmente territorio messicano.

Padre Kino

La grande e profonda devozione popolare, tramandata per generazioni, trova fondamento scientifico agli inizi del nostro secolo, quando vengono ritrovati negli archivi di Città del Messico i diari di Padre Kino, i “Favori celestiali di Gesù e di Maria Santissima”, la storia della sua vita di missione, delle difficoltà incontrate, delle instancabili esplorazioni compiute.
Si comincia a ricercare il luogo della sua sepoltura, per onorarne i resti: e finalmente, dopo vari tentativi infruttuosi, il 19 maggio 1966 si localizza la tomba del Padre Kino nella città di Magdalena e si dà inizio ai lavori di costruzione del mausoleo e di trasformazione del luogo in piazza monumentale.È stato ricordato e onorato sia in Messico che negli Stati Uniti con diverse città, strade, monumenti a lui intitolati o dedicati. La piazza del suo paese natale porta il suo nome, in suo onore sono state erette 2 statue nel suo paese e un monumento dei giardini di Piazza Dante a Trento. Essendo considerato uno dei fondatori dell’Arizona, nel 1965 lo stato dell’Arizona ha donato una statua bronzea di padre Chini al National Statuary Hall del Campidoglio degli Stati Uniti di Washington, luogo dove vengono ricordati i principali fondatori dei diversi stati americani.In onore di Eusebio Chini, due città messicane dello stato di Sonora portano il nome di Bahía Kino e di Magdalena de Kino.L’arcidiocesi di Hermosillo (Messico) ha avviato il suo processo di beatificazione, tuttora in corso.
Su Padre Eusebio Chini – Padre Kino sono usciti recentemente due film/documentari:
 
– ¡Viva Kino! di Lia Giovanazzi Beltrami
– «Nel Segno di Padre Kino» di Mauro Vittorio Quattrina

Daiana Boller

Daiana Boller (Trento, 1981) vive a Vattaro, dove è collaboratrice nella ditta di famiglia, impegnata nel settore della commercializzazione internazionale di legname da lavoro e costruzione. Si è laureata in storia locale a Trento con una tesi sul principe vescovo Alessandro di Masovia (1423-1444) ed è laureanda in Storia della civiltà europea con una tesi monografica sullo stesso argomento.

Un commento su “Padre Kino: il trentino che fece l’America

  • 28 aprile 2018 alle 10:09 AM
    Permalink

    Ciao, Padre Kino, non ha costruito solo la colomba Bianca (San Xavier del Bac) ma anche l’attuale cattedrale di Tucson (poi conclusa da altri), e più a sud San Josè de Tumacacori (ora inserita nel Tumacacori National Historical Park, in tutto costruì venti missioni

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