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Parchi e giardini storici del Trentino

Trento_-_Giardino_del_Castello_del_Buonconsiglio_imagefullwideMonumenti verdi, in perenne tensione tra natura e artificio, parchi e giardini storici del Trentino conoscono oggi un periodo di particolare attenzione negli studi e nelle pratiche del turismo culturale. In molti casi, tuttavia, queste architetture vegetali, parte integrante del nostro patrimonio culturale, sono ancora poco conosciute.

Colma il vuoto il doppio volume “Parchi e giardini storici del Trentino: tra arte, natura e memoria“, edito della Soprintendenza per i beni culturali a conclusione di un’ampia campagna di censimento e catalogazione alla quale ha contribuito anche la curatrice di questo blog (Daiana Boller).

L’opera si pone come un primo contributo multidisciplinare, completo di riferimenti storici, storico-artistici, architettonici, geografici, botanici e forestali, per la conoscenza d’insieme di questo fragile patrimonio.

Effettuare ricerche archivistiche sui giardini storici è stato un percorso estremamente complesso.
Essi infatti, normalmente considerati parte integrante di un bene più ampio, difficilmente hanno una sezione dedicata di atti e documenti che li riguardano. La natura mutevole del giardino, inoltre, solo episodicamente lascia tracce archivistiche. Queste caratteristiche hanno quindi reso spesso necessario allargare la ricerca al bene nel suo complesso.

parchi e giardini storici del TrentinoIn generale, dalle ricerche è emerso un panorama estremamente variegato: se per alcuni parchi e giardini sono disponibili numerose informazioni sulla loro genesi e cura, per altri rimane poco più del bene stesso.
Vari aspetti rendono la ricerca complessa: la difficoltà nell’accedere alle fonti, la scarsità di informazioni, quelle relative ai giardini, che già all’epoca della loro produzione vennero ritenute di scarsa importanza e non archiviate, si accompagnano alla scarsa attenzione al tema che si rileva anche nella bibliografia, la quale spesso si sofferma solo con brevi accenni sulla struttura e la storia dei giardini che circondavano le residenze più importanti. A questo si aggiunge la perdita di molto materiale archivistico, soprattutto per gli archivi comunali e privati minori, durante i conflitti mondiali, in particolare il primo. Fondamentale infine, e affatto scontata, è la disponibilità dei proprietari per l’accesso agli archivi privati e alle fonti orali.
Si tratta però di una ricerca che può avere risvolti interessanti non solo per quanto riguarda l’ambito storico-artistico e la storia dei giardini in sé, ma anche per la storia delle influenze culturali sul patriziato trentino, sui mercati di provenienza di piante e maestranze, sull’introduzione di nuove piante e colture, etc.

Se volete fare un tour dei più bei parchi e giardini del Tirolo, vi consigliamo la pratica guida “I giardini e i parchi più belli. Sud Tirolo, Trentino, Tirolo del Nord, Tirolo dell’Est” di Clemens Enthofer

Ricchi di valenze simboliche, destinati a rappresentare il prestigio e lo status dei proprietari, parchi e giardini storici si presentano come composizioni architettoniche in cui la cultura, le mode, la volontà d’arte e di artificio si compenetrano, nell’andamento ciclico delle stagioni, con la realtà naturale, che solo in parte si lascia piegare ai disegni del progettista.
Questi ‘monumenti verdi’, parte integrante del nostro patrimonio culturale, vivono oggi un periodo di particolare attenzione negli studi e nelle pratiche del turismo culturale; in molti casi, tuttavia, essi restano poco noti e indagati. Conoscere, d’altra parte, è condizione essenziale per conservare e valorizzare siti particolarmente esposti, per la loro intrinseca fragilità, a trasformazioni e interventi inappropriati. Sono queste le premesse del doppio volume Parchi e giardini storici in Trentino: tra arte, natura e memoria, edito dalla Soprintendenza per i beni culturali di Trento a conclusione di un’ampia campagna di censimento e catalogazione condotta su tutto il territorio provinciale.
Il primo volume di “Saggi”, a cura di Alessandro Pasetti Medin con la collaborazione di Katia Malatesta, mette a fuoco diversi aspetti di un tema squisitamente interdisciplinare, restituendo la complessità di aspetti storici, architettonici, artistici, botanici e forestali che caratterizza queste eleganti architetture vegetali. Il secondo volume di “Schede”, a cura di Giuseppe Bagnoli, Francesca Bertamini e Nicoletta Boccardi, illustra 50 siti di particolare rilievo, selezionati tra i circa 150 precedentemente oggetto di indagine.

Nel frattempo sul portale Trentino Cultura è in corso un’iniziativa di valorizzazione che intende rendere disponibili online i principali risultati delle precedenti fasi di lavoro.
Accanto alle schede delle principali architetture vegetali trentine, la rubrica “Monumenti verdi” (www.cultura.trentino.it/Rubriche/Monumenti-verdi), nel solco del doppio volume, propone il glossario “Il giardino dalla A alla Z”, concepito come strumento di facile consultazione attento anche alle espressioni caratteristiche in uso nel territorio trentino.

Per approfondimenti: https://www.cultura.trentino.it/Approfondimenti/Il-giardino-in-libreria

Daiana Boller

Daiana Boller (Trento, 1981) vive a Vattaro, dove è collaboratrice nella ditta di famiglia, impegnata nel settore della commercializzazione internazionale di legname da lavoro e costruzione. Si è laureata in storia locale a Trento con una tesi sul principe vescovo Alessandro di Masovia (1423-1444) ed è laureanda in Storia della civiltà europea con una tesi monografica sullo stesso argomento.

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