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Ritorno in Galizia – viaggio sui cimiteri dei nostri soldati

Sul fronte galiziano morirono durante la prima guerra mondiale gran parte dei circa 11.400 soldati trentino-tirolesi appartenenti all’esercito asburgico che da quella guerra non fecero più ritorno. Ritorno in Galizia - viaggio sui cimiteri dei nostri soldati
La Galizia infatti, oggi regione suddivisa fra Polonia e Ucraina, era al tempo un vasto possedimento della Corona asburgica, al confine con l’impero russo.
Oggi i resti di quei caduti riposano sparsi in più di quattrocento cimiteri di guerra, molti dei quali monumentali.
Ripercorrere le tracce di quei soldati, visitare alcuni di questi cimiteri di guerra, raccogliersi in preghiera nella loro quiete solenne, sono tappe di un itinerario sentimentale ed emozionale nella storia di ognuno di noi. Contemporaneamente un viaggio simile ci offre la possibilità di conoscere una delle più significative zone d’Europa: dalla splendida città di Cracovia, alle incantevoli Miniere di sale di Wieliczka, all’orrore del campo di concentramento di Auschwitz. 

Molti sono i libri che raccontano questa epopea:

Guarda il video che racconta il viaggio organizzato dalla Provincia Autonoma di Trento nel 2011:

Nell’ottobre 2014 l’Euregio Tirolo-Alto Adige-Trentino ha organizzato il “Treno per la Galizia“, che ha trasportato mezzo migliaio di cittadini dell’Euregio Tirolo, tra cui quattrocento studenti, a Cracovia e nella Piccola Polonia, per visitare i luoghi e i cimiteri militari che conservano i corpi delle migliaia e migliaia di giovani soldati imperiali e russi che nel 1914-’15 combatterono la terribile “guerra di Galizia”.Ritorno in Galizia - viaggio sui cimiteri dei nostri soldati

La giornata del 17 ottobre è stata dedicata alla visita della città di Cracovia, punto di arrivo di molti dei treni carichi di soldati destinati al fronte orientale durante la Prima guerra mondiale. Alla sera tutti i partecipanti hanno assistito alla proiezione del film “Der stille Berg“, incentrato sul fronte meridionale e in particolare sul settore tirolese dello stesso.

Sabato 18, dopo la visita al Castello di Cracovia, centro di irradiazione dell’identità polacca, si è tenuta una cerimonia di commemorazione nella piazza principale, in collaborazione con le autorità locali e la presenza di numerose autorità, oltre che dei partecipanti al viaggio e di cittadini di Cracovia e non. Nel corso della cerimonia alcuni studenti hanno letto testimonianze da diari e lettere di soldati e civili, accompagnando le esortazioni al ricordo e alla pacifica convivenza tra i popoli contenute nei discorsi delle autorità. Il tutto accompagnato dalle note della Tiroler Kaiserjägermusik.

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Al pomeriggio i partecipanti hanno potuto visitare la zona di Podgórze, il “quartiere austriaco” di Cracovia, a cui l’imperatore Giuseppe II diede nel 1784 lo statuto di città libera. Qui, sulla riva del fiume Vistola, hanno potuto ammirare il futuro e futuristico centro documentazione Tadeusz Kantor, in costruzione, che sorge sulla vecchia centrale elettrica del 1900, proseguendo poi verso la collina di Lasota, che ospita numerose ville di inizio ‘900 e la chiesa neogotica di San Giuseppe, il cui campanile rivaleggia in altezza con quello della cattedrale. Di fronte si trova la casa natale del regista Roman Polanski. In cima alla collina sono visibili, ma non visitabili, un forte e l’antica chiesa di San Benedetto, una minuscola chiesa, tra le più antiche di Cracovia ecertamente tra le più misteriose. Risale al decimo, forse undicesimo secolo e la messa si svolge qui solo una volta all’anno, durante la celebrazione della festa di Rękawka il primo Martedi’ dopo Pasqua. Nello stesso giorno si celebra una festa tradizionale sul cumulo di Krak, il re eponimo di Cracovia, costruito assieme a un cumulo gemello nel VII sec. d.C. per motivi ancora ignoti. Proprio accanto alla chiesetta si trova il Forte di San Benedetto, eretto tra il 1853 e il 1856.

Il 19 ottobre il gruppo si è spostato in bus verso la città di Przemyśl. La città deve la sua notorietà alle vicende belliche nel periodo 1914-1915. Przemyśl infatti, città piazzaforte austro-ungarica, subì due distinti assedi da parte delle truppe zariste. Il primo dal settembre all’ottobre 1914; il secondo dal novembre successivo al marzo 1915, terminato con la caduta della piazzaforte per esaurimento delle scorte alimentari e delle munizioni. 

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La fortezza di Przemyśl infatti rappresentava uno dei bastioni più importanti di un sistema di piazzeforti costruite in Galizia dall’Impero Austro-Ungarico per proteggersi dalla Russia in caso di conflitto. La difesa di Przemysl era costituita da un primo anello di forti della circonferenza di 45 km, con 17 opere principali di cui 5 corazzate, e 19 intermedie di cui 7 corazzate. Una seconda cinta continua di opere in terra, con una circonferenza di 15 km, era prossima alla periferia della città. Accanto a dei forti di costruzione recente convivevano opere difensive vetuste, che rendevano la fortezza in parte incompleta, obsoleta e in alcuni punti vulnerabile, il che costò migliaia di morti e decine di migliaia di prigionieri in seguito alla caduta della città. Il gruppo ha visitato due di questi forti: il forte di Salis Soglio e Forte Werner.

Ritorno in Galizia - viaggio sui cimiteri dei nostri soldatiAl pomeriggio si è tenuta sul piccolo cimitero militare di Brylince, che ospita una fossa comune di militi ignoti appartenenti all’esercito austro-ungarico, una commossa cerimonia di ricordo. Il cimitero è stato risanato, su richiesta dell’esercito polacco, dall’associazione “Kaiserschützenbund Tirol 1921“, che ha raccolto i fondi necessari ed eseguito tutti i lavori di ripristino fin dal 2002. Sono infatti circa 400 i cimiteri militari risalenti alla Prima guerra mondiale in Polonia, molti dei quali privi di manutenzione. Il presidente dell’associazione, Hans Peter Gärtner, ha quindi tenuto un breve discorso insieme a Matthias Fink, segretario generale del GECT – Euregio Tirolo. In seguito i partecipanti al viaggio hanno acceso dei lumini davanti alle croci presenti sul luogo di sepoltura, mentre una delegazione trentina ha posto una corona nella cappella cimiteriale e sparso un po’ di terra portata da casa sulle tombe.

Della cerimonia e delle visite effettuate si è discusso il mattino seguente nel corso del meeting collettivo, affiancato da due relazioni di Oswald Mederle e di Gertrud Margesin su aspetti di vita dei soldati e dei civili sul fronte meridionale della guerra, e quello tirolese in particolare. Infine, nel tardo pomeriggio del 20 ottobre tutti i quasi 500 partecipanti si sono rimessi in viaggio per il ritorno, continuando il confronto sui treni e pullman che li hanno riportati ai luoghi di partenza.

“L’impegno che affido a tutti i giovani che partecipano a questa importante esperienza di recupero della Memoria – ha detto il presidente Ugo Rossi, – è quello di farsi interpreti dei desideri di tutti i loro coetanei che non possono esser presenti fisicamente sul treno oggi in partenza. Riportate a casa il ricordo delle migliaia e migliaia di giovani vostri coetanei che cent’anni fa salirono su altri treni per raggiungere il fronte della Galizia: in cinquantamila partirono dal Trentino e uno su cinque di loro non fece mai più ritorno a casa. Voi toccherete con mano la crudeltà di una guerra che fu catastrofica soprattutto perché bruciò nei campi polacchi e ucraini un’intera generazione. Sarà un viaggio pieno di significati, il vostro, e avrete l’obbligo, poi, di raccontarlo ai vostri amici. Se ognuno di voi – ha quindi concluso il presidente, – visitando i cimiteri di guerra di Gorlice, di Zacliczyn, di Brzesko, annoterà nel proprio diario o conserverà nel proprio cuore o fotograferà con il proprio smartphone il nome e il cognome di almeno dieci giovani soldati di allora, e non importa se i loro saranno nomi trentini o sudtirolesi oppure austriaci, riusciremo a riportarli tutti a casa, almeno nella Memoria!

Un itinerario alternativo per chi volesse recarsi in Galizia:

Ritorno in Galizia - viaggio sui cimiteri dei nostri soldatiGiorno 1: DAL TRENTINO A BRNO
Al mattino presto partenza e arrivo a Brno, capoluogo della Moravia. 

Giorno 2: CRACOVIA
Partenza per Cracovia; visita guidata della città. Per i polacchi, Cracovia è una città particolare: la capitale dei re, il luogo dove furono incoronati e sepolti i sovrani. Capitale della Polonia fino alla fine del XVI secolo, da sempre viene considerata la capitale culturale del paese e la più ricca di testimonianze d’arte. E’ consigliato l’ingresso nel cortile rinascimentale del Castello di Wawel, nella Cattedrale, nella Basilica di Santa Maria.
Passeggiata nella piazza del Mercato della città vecchia, una delle più grandi e caratteristiche piazze d’Europa. I dintorni della Piazza sono rimasti immutati da 700 anni, e vantano edifici di grande valore storico. Ad ogni ora si può ascoltare il suono della tromba dalla torre della Chiesa di Santa Maria. Nel castello di Wawel è inoltre possibile ammirare il celebre dipinto di Leonardo da Vinci, “La dama con l’ermellino”.

Giorno 3: I CIMITERI DI GUERRA
Visita dei cimiteri della Prima Guerra Mondiale: il n. 294 a Zagliczyn, il n. 185 a Lichwin-Grodek, il n. 186 e il n. 187. Pranzo nello splendido Castello di Janovice. Nel pomeriggio visita ai cimiteri di Luczka Szczepanowska, n. 191, 192, 193 e al n. 190 a Janovice. Sistemazione in hotel nei dintorni.

Ritorno in Galizia - viaggio sui cimiteri dei nostri soldatiGiorno 4: GORLICE E IL FIUME SAN
Partenza per Gorlice e visita al cimitero n. 91 e al Museo di Gorlice. Visita ai cimiteri n. 79 e n. 80 a Sekova. Pranzo nel Palazzo Kombornia nei pressi di Krosno.
Nel pomeriggio trasferimento a Przemysl, la più grande città fortezza dell’Impero.
Breve sosta sulla riva del fiume San, per ricordare i numerosi soldati che, durante la ritirata dell’Armata austro-ungarica nell’autunno del 1914, morirono annegati nel tentativo di guadarlo.
Visita al Castello rinascimentale di Krasiczyn, uno dei più belli della Polonia.

Giorno 5: LA CITTA’ FORTEZZA DI PRZEMYSL
Visita panoramica della città vecchia e a due dei forti del Festung Przemysl. Partenza per Tarnow e quindi visita al cimiteri n. 205 a Walki e n. 258 a Biskupice.

Giorno 6: LE MINIERE DI SALE DI WIELICZKA
Trasferimento a Bochnia e visita del cimitero n. 341.
A seguire, visita alle miniere di sale di Wieliczka, le più antiche miniere polacche ancora in attività, da cui si estrae sale da oltre 1000 anni. Per più di 700 anni, tante generazioni di minatori crearono un mondo sotterraneo eccezionale ed unico per la sua bellezza, con le cappelle riccamente decorate, le originali gallerie e un lago salino sotterraneo. In centinaia di anni i minatori scavarono più di 300 km di corridoi sotterranei.
Rientro a Cracovia e nel pomeriggio visita guidata al quartiere ebraico di Kazimierz.

Giorno 7: IL CAMPO DI CONCENTRAMENTO DI AUSCHWITZ
Partenza per Auschwitz-Birkenau per la visita al Campo di concentramento. Auschwitz fu la maggiore fabbrica di morte di tutta la storia dell’umanità e muto testimone di una tragedia umana: vi morirono più di due milioni di persone, per la maggior parte ebrei. Il campo è stato iscritto nella lista dei beni Unesco. Nel pomeriggio partenza per Olomouc con arrivo in serata.

Giorno 8: DA OLOMOUC AL TRENTINO
Visita guidata di Olomouc, che ospitò l’incoronazione di Francesco Giuseppe nel 1848 e numerosi profughi durante la prima guerra mondiale. La città antica è contraddistinta da numerose piazze: la principale è arricchita da una famosa Colonna della Santissima Trinità, monumento dichiarato patrimonio dell’Unesco. Si visiterà la Cattedrale di San Venceslao, costruita in tre diversi stili: la cripta è romanica, il chiostro gotico e le cappelle barocche. Olomouc è famosa anche per le sue sei fontane barocche, tuttora in funzione. Al termine della visita partenza per Brno, Mikulov, Vienna, Trento.

Daiana Boller

Daiana Boller (Trento, 1981) vive a Vattaro, dove è collaboratrice nella ditta di famiglia, impegnata nel settore della commercializzazione internazionale di legname da lavoro e costruzione. Si è laureata in storia locale a Trento con una tesi sul principe vescovo Alessandro di Masovia (1423-1444) ed è laureanda in Storia della civiltà europea con una tesi monografica sullo stesso argomento.

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