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Santa Paolina Amabile Visintainer patrona degli emigrati trentino-tirolesi

Santa Paolina Amabile Visintainer patrona degli emigrati trentino-tirolesiIl 16 dicembre 1865 nacque a Vigolo Vattaro, un paese a pochi chilometri da Trento, Amabile Visintainer. Quando aveva solo 10 anni la piccola Amabile, assieme alla sua famiglia e ad altre 18 famiglie di Vigolo emigrò verso il Brasile.
I coloni si stabilirono vicino a Nova Trento, nello stato di Santa Caterina. Qui a soli 14 anni assieme a un’altra giovane emigrata, Virginia Nicolodi di Aldeno, Amabile iniziò a prendersi cura dei malati della sua comunità.
Una decina di anni dopo le due giovani, assieme a Teresa Maule, fondarono la Congregazione delle Piccole Suore dell’Immacolata Concezione e Amabile prese il nome di Paolina del Cuore Agonizzante di Gesù / Madre Paulina do Coração Agonizante de Jesus.
Per anni, fino alla morte il 9 luglio 1942, madre Paolina fondò scuole, ospedali, laboratori, trasferendosi anche a San Paolo, dove si prese cura dei poveri e dei malati.

Qualche libro per approfondire la storia di Santa Paolina Amabile Visintainer patrona degli emigrati trentino-tirolesi:

Amabile Lucia Visintainer nacque quindi il 16 dicembre 1865 a Vigolo Vattaro, seconda dei 14 figli di Antonio Napoleone Visintainer e di Anna Pianezzer. Nel settembre 1875 la famiglia, assieme a un centinaio di compaesani, emigrò verso lo stato di Santa Catarina in Brasile, dove fondarono Vigolo, nei dintorni di Nova Trento. La ragazzina diventò ben presto nota per la sua pietas e la sua fede.

Avendo potuto frequentare la scuola solo per pochi anni, quando all’età di 12 anni ricevette la Prima Comunione chiese al Signore la grazia di riuscire a leggere e venne esaudita. Iniziò quindi a occuparsi della catechesi per gli altri bambini della colonia e della chiesetta di San Giorgio.

Quando Amabile, la sua famiglia e i suoi compaesani partirono, Vigolo Vattaro era parte, assieme a tutto l’odierno Trentino, della Contea del Tirolo e dell’impero austro-ungarico. In quegli anni moltissimi trentini partirono per il Sudamerica, dove gli stati offrivano gratuitamente le terre ai coloni. Queste migliaia di persone però si trasferivano in luoghi a loro sconosciuti, a volte in piena foresta, con clima, animali e piante cui doversi adattare. Nelle zone delle colonie inoltre non c’erano ospedali o negozi e medici, levatrici, sacerdoti e altre professioni erano rarissime. I migranti venivano invece da un territorio difficile, spesso povero, ma dove le comunità erano ben organizzate e dove il “welfare”, l’apparato di assistenza e beneficenza era molto presente sia a livello privato che pubblico (Leggi com’era il territorio trentino prima della prima guerra mondiale).
Per questo il lavoro di Amabile e delle sue compagne era così prezioso per i loro compaesani e non solo per loro. La schiavitù era stata legale in Brasile fino al 1888, quindi esistevano moltissimi anziani ex schiavi totalmente privi di mezzi per sostentarsi.

Il 12 luglio 1890 Amabile e la sua amica Virginia Rosa Nicolodi sotto la direzione spirituale di un gesuita, Luigi Rossi, consacrarono le loro vite al servizio religioso, sotto la guida della Immacolata Concezione di Nostra Signora. Iniziarono la loro opera di carità assistendo una donna malata terminale di cancro, in una piccola casupola donata loro dalla comunità. Dopo la morte della donna l’anno seguente, a loro si aggiunse una terza amica, Teresa Anna Maule.

Nel 1895 Rossi e la Visintainer, sentendo che le giovani donne avevano bisogno di una cornice più istituzionale entro cui operare, decisero di fondare una piccola congregazione chiamata delle PIccole Suore dell’Immacolata Concezione, che venne approvata da José de Camargo Barros, vescovo di Curitiba.

Sessant’anni dopo la sua morte, il 19 mggio 2002, Amabile, beatificata nel 1991, è stata proclamata Santa da Giovanni Paolo II diventando così la prima Santa trentina, ma anche la prima Santa brasiliana. Viene ricordata ogni 9 luglio soprattutto nelle località che ospitano sue reliquie.

Oggi a Madre Paolina è dedicato un grande santuario in Brasile, dove è molto venerata e la sua Congregazione conta più di 500 Suore distribuite in tre continenti: Brasile, Cile, Argentina, Bolivia, Colombia, Guatemala e Nicaragua; Camerun, Ciad e Mozambico; e in Italia: nella sua casa natale a Vigolo Vattaro da 39 anni vive una piccola comunità di Piccole Suore dell’Immacolata Concezione, l’ordine da lei fondato.
Come insegnato dall’esempio di Madre Paolina, le Suore si dedicano all’evangelizzazione, ma soprattutto al servizio in scuole, ospedali, ricoveri ed orfanotrofi. Oltre che degli emigrati trentini, è considerata patrona dei malati di diabete, malattia di cui soffriva anche lei.

Una curiosità: a San Paolo è stato missionario per molti anni anche un altro vigolano, padre Andrea Bortolameotti, morto nel 2010 e per il quale è in corso una causa di beatificazione.

Daiana Boller

Daiana Boller (Trento, 1981) vive a Vattaro, dove è collaboratrice nella ditta di famiglia, impegnata nel settore della commercializzazione internazionale di legname da lavoro e costruzione. Si è laureata in storia locale a Trento con una tesi sul principe vescovo Alessandro di Masovia (1423-1444) ed è laureanda in Storia della civiltà europea con una tesi monografica sullo stesso argomento.

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