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Storie e storia in Trentino

Storie e storia“Storie e storia” è  un ciclo di incontri che propone pubblicazioni e resoconti di ricerche variamente connessi al tema della guerra.

Ecco i libri proposti nel 2017 e nel 2018.

  • L’Italia nella guerra mondiale e i suoi fucilati: quello che (non) sappiamo Atti del convegno. Rovereto 4-5 maggio 2015 Museo Storico Italiano della Guerra, 2017. Il recente Annale del Museo della Guerra raccoglie, tra gli altri testi, gli interventi presentati al Convegno “L’Italia nella guerra mondiale e i suoi fucilati: quello che (non) sappiamo” (Rovereto, 4-5 maggio 2015), tenutosi mentre il tema delle “fucilazioni per l’esempio” era al centro di un dibattito assai animato che coinvolgeva cittadini e rappresentanti di Enti locali, giornalisti e uomini di cultura, rappresentanti delle istituzioni e di forze politiche.
  • Antonio Massari Un artigliere in Sicilia. Memorie di guerra 8 luglio – 10 settembre 1943 A cura di Federico Goddi, introduzione di Nicola Labanca Museo Storico Italiano della Guerra, 2017. Il diario riporta la nostra attenzione sui 45 giorni compresi tra il 25 luglio e l’8 settembre 1943. Inviato nel luglio 1943 in Sicilia con il suo gruppo di artiglieria, fiducioso che gli anglo-americani potessero “essere ributtati a mare”, il capitano Antonio Massari assiste al franare dell’organizzazione militare con la quale il fascismo aveva affrontato la guerra e all’umiliante subalternità all’alleato tedesco. Il racconto di Massari registra l’ultima tappa di quella guerra: la discesa nell’Italia meridionale, i combattimenti di prima linea, la ritirata lungo una penisola ormai sguarnita di difese, fino alla cattura e alla deportazione verso la Germania, che egli evita grazie ad una fortunosa fuga.
  • 8 settembre 1943. I.M.I. Internati Militari Italiani e altre prigionie a cura di Gustavo Corni e Camillo Zadra Museo Storico Italiano della Guerra, 2016. Il volume raccoglie le relazioni presentate al Convegno internazionale “Internati Militari Italiani (IMI) nel contesto delle prigionie subite dai soldati italiani dopo l’8 settembre 1943”, che ha visto la presenza di alcuni tra i più autorevoli studiosi della storia del periodo e della prigionia, rimasta per molti decenni ai margini della memoria collettiva e a tutt’oggi – come mostrano alcune delle relazioni pubblicate – non ancora pienamente compresa nella sua complessità e drammaticità.

Sull’argomento: La difficile memoria degli internati militari italianiGli internati militari italiani. Diari e lettere dai lager nazisti. 1943-1945.

  • Alberto Lembo Segni distintivi. Kappenabzeichen militari e stemmi patriottici dell’Impero austro-ungarico (1914-1918). La collezione del Museo Storico Italiano della Guerra Museo Storico Italiano della Guerra, Rovereto 2017. Il catalogo propone la classificazione dei 1.800 distintivi (Kappenabzeichen) della collezione del Museo della Guerra, recentemente arricchitasi grazie all’importante donazione effettuata da Alberto Lembo. I Kappenabzeichen erano distintivi non regolamentari di tipo propagandistico e commemorativo. Vennero coniati per ricordare i successi dei reparti di appartenenza e mantenere vivo lo spirito di corpo, celebrare le alleanze, la fedeltà all’Impero, incitare l’esercito e la popolazione civile alla resistenza contro il nemico. Il volume ricostruisce il contesto in cui essi vennero prodotti ed utilizzati, con note relative ai fabbricanti, ai disegnatori e agli incisori, alle tipologie e alla lingua utilizzata. Di ogni distintivo è fornita l’immagine e una descrizione tecnica e storica. Puoi approfondire qui.
  • Don Carlo Bracchetti. Diario d’esilio. Braunau am Inn 1915-1919 A cura del Laboratorio di Storia di Rovereto, edizioni Osiride 2016. Il diario scritto all’interno del campo profughi di Braunau am Inn, riporta la cronaca quotidiana della “città di legno”, ripercorrendone le tappe dalla progettazione alla realizzazione, all’organizzazione dei servizi, agli avvenimenti religiosi e civili che hanno riguardato e coinvolto la comunità. L’autore, don Carlo Bracchetti, seguì i profughi di Sacco fin dall’allontanamento forzato dal Trentino. A dicembre 1915 entrò nel campo di Braunau prendendosi cura dell’ospedale del baraccamento fino al gennaio del 1919 quando, sull’ultimo convoglio che riportava i profughi verso il Trentino, lasciò l’Austria. La condivisione degli spazi, delle difficoltà materiali e psicologiche, la partecipazione dell’autore alla vita della comunità fanno di questo diario l’espressione di un’esperienza collettiva, mostrandoci l’estenuante altalena di speranze e delusioni rispetto al tanto desiderato rientro.
  • Quinto Antonelli: Cent’anni di Grande guerra. Cerimonie, monumenti, memorie e contromemorie 1918-2018 Donzelli, 2018. Nei cento anni trascorsi, la memoria della Grande Guerra è entrata nel calendario civile degli italiani, ha modificato il volto delle città con monumenti grandi e piccoli, si è stabilmente impressa nei nomi delle vie, ha trasformato quella che fu la zona di guerra in luogo di culto con decine di sacrari. A dare forma e permanenza al ricordo della Grande Guerra si sono impegnati in molti: uomini politici, architetti, giornalisti e scrittori, registi e musicisti, ex cappellani militari, insegnanti, nonché associazioni combattentistiche e d’arma con le loro riviste, canzoni, cerimonie. Il volume di Antonelli affronta in modo critico tutto questo, delineando un vasto affresco della memoria pubblica dal fascismo alla repubblica.
  • Alfred Hermann Fried La guerra è follia. Diario di guerra di un pacifista austriaco dal 1914 al 1919 a cura di Francesco Pistolato Centro Gandhi, Pisa 2015 «Un dolore tremendo mi opprime. […] Vedo già quello che sta per accadere, tutta la miseria che genererà la guerra appena cominciata e il tempo infinito che durerà, ben più di un anno». Così il 7 agosto 1914 Alfred Hermann Fried scriveva nel suo Diario. La Grande Guerra era appena iniziata e l’austriaco amico di Bertha von Suttner, premio Nobel per la pace nel 1911, con lungimirante consapevolezza ne pronosticava gli sviluppi. Rileggere alcune pagine di chi visse con lucidità ed empatia la follia del conflitto, al quale poteva opporsi soltanto con il proprio idealismo, aiuta a meglio comprendere lo sconforto di uomini e donne illuminati che sapevano e vedevano e nulla poterono.
  • Nicola Fontana (a cura di) Memorie in divisa. Ufficiali austro-ungarici in Trentino al tempo di Francesco Giuseppe Studi Trentini di Scienze Storiche, Museo Storico Italiano della Guerra, 2018. “Memorie in divisa” è un’antologia di memorie scritte da alcune delle centinaia di ufficiali dell’esercito asburgico che prestarono servizio in Trentino tra il 1867 e il 1914. Il volume raccoglie ricordi sia di ufficiali del Genio militare, impegnati nel progetto e nella costruzione di opere fortificatorie, che di ufficiali della fanteria assegnati ad alcune guarnigioni della provincia, soprattutto alle città-fortezza di Trento e di Riva del Garda. Il volume propone uno straordinario affresco del Trentino e della sua gente a cavallo del secolo, tra ardite escursioni alpinistiche, avventure amorose, manifestazioni di fedeltà alla monarchia e il confronto con l’irredentismo crescente.
  • Emilio Franzina Al caleidoscopio della gran guerra. Vetrini di donne, di canti e di emigranti (1914-1918) Cosmo Iannone Editore, 2017. Nei capitoli del libro di Franzina prendono posto, come anti vetrini di un ideale caleidoscopio, il diverso impegno delle donne, l’universo dei suoni e dei canti che contrappuntarono gli eventi della guerra e i racconti epistolari dei combattenti e dei loro familiari, soprattutto di quelli rimasti a vivere all’estero da dove non furono pochi – circa 300 mila in totale – i riservisti e i giovani volontari che fecero ritorno in Italia per arruolarsi nelle file del regio esercito. Il volume fornisce un fitto inventario di temi, documenti e segnalazioni bibliografiche, consentendo una rilettura della storia sociale della guerra aggiornata e originale. La presentazione, nello stile dell’autore, comprenderà brani musicali e canti eseguiti dal vivo.

Daiana Boller

Daiana Boller (Trento, 1981) vive a Vattaro, dove è collaboratrice nella ditta di famiglia, impegnata nel settore della commercializzazione internazionale di legname da lavoro e costruzione. Si è laureata in storia locale a Trento con una tesi sul principe vescovo Alessandro di Masovia (1423-1444) ed è laureanda in Storia della civiltà europea con una tesi monografica sullo stesso argomento.

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