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Il film “Fino a quando….” sui soldati trentino-tirolesi

Il film "Fino a quando...." sui soldati trentino-tirolesi

Sul retro di una vecchia fotografia, trovata per caso in un cassetto mai svuotato, l’indirizzo di uno studio fotografico in una cittadina della Bassa Austria, al confine con la Repubblica Ceca.
Sulla foto, scattata nel 1916, due fratelli, giovani soldati trentini con la divisa dell’impero asburgico, durante una licenza dal fronte. Poi l’immagine di una famiglia patriarcale e quella di bambini in un’aula scolastica, tutti dello stesso paese, tutti profughi di guerra. Una piccola comunità fra i monti, fino ad allora ai margini della storia, all’improvviso si trova drammaticamente coinvolta in qualcosa di molto più grande.
Inizia così, con la ricerca di quello studio fotografico, il viaggio del regista Vittorio Curzel nella memoria di una famiglia trentina durante la prima guerra mondiale, con un itinerario che dapprima segue il nonno soldato in Galizia, per poi allargare lo sguardo verso gli altri fronti e le vicende drammatiche di una generazione di giovani europei in trincea. Il racconto attraversa i campi di battaglia della Marna e dell’Isonzo, per concludersi fra le rocce del Pasubio, dove Kaiserjäger trentini si trovano a combattere contro altri trentini volontari nell’esercito italiano. Si consuma così un altro dramma: gente della stessa terra che per fedeltà ai propri ideali o per lealtà nei confronti di quello che sente come il proprio Paese e il proprio sovrano o semplicemente per senso del dovere, rassegnazione e abitudine all’obbedienza, si trova su trincee opposte del medesimo fronte. E quando, alla fine della guerra, i sopravvissuti tornano nella loro valle, trovano un paese trasformato e senza vita. Ogni guerra è peggiore di quanto ci si aspettava.
trentino._storia._prima_guerra_mondiale._museo_storico_di_trento._profughi._soldati_-_un_immagine_da_imagefullAll’inizio del Novecento, milioni di europei vivevano nella convinzione di un futuro sempre migliore, ma quando nell’agosto del 1914 scoppia il primo conflitto mondiale, la fiducia nel progresso, nella tecnologia e nella scienza, nella cultura e nell’arte, in pochi giorni si trasforma davanti agli occhi dei soldati al fronte nell’apocalisse. È una guerra profondamente diversa da quelle fino ad allora combattute, fatta con le armi moderne dell’artiglieria, micidiali e assordanti, e con sanguinose armi antiche, assalti alla baionetta e cariche di cavalleria.
Quando finalmente la guerra finisce più di quattro anni dopo, lascia milioni di morti e popoli angosciati dalle perdite subite, in un orizzonte cupo, dove nuove tragedie stanno prendendo forma.
Il contrasto fra la vita di prima della guerra e la realtà della vita di trincea fu sconvolgente. Da più di quaranta anni c’era la pace nel vecchio continente e nell’estate del 1914 molti immaginavano che il conflitto che stava per scoppiare si sarebbe risolto in grandi marce in uniforme e grandi ed eroiche battaglie, un’esaltante avventura che si sarebbe decisa nel giro di poche settimane.
Quell’ultima estate prima della guerra, calda e soleggiata, rimarrà a lungo nella memoria e nell’immaginazione degli europei, come un mondo irrimediabilmente perduto…


La nostra recensione: Il film contiene un buon mix di immagini d’epoca e riprese contemporanee che rendono bene il clima dell’epoca e il trauma sociale creato dal conflitto. Interessanti anche le riflessioni dell’autore, che non si sofferma sulle vicende belliche, ma su aspetti generali. Contiene, inevitabilmente, alcune immagini di vittime e feriti, su cui tuttavia non indugia, rendendolo una visione adatta anche ai più giovani e ai più sensibili. Consigliatissimo a tutti, anche fuori Provincia (c’è anche la versione in tedesco) e soprattutto nelle scuole.

Per la proiezione contattare l’autore: Vittorio Curzel Tel. 338.9340259
Email: [email protected] gmail.com oppure [email protected] tin.it

Guarda il trailer


Fino a quando…

un film di Vittorio Curzel
Italia, 2011

Soggetto, fotografia, montaggio e regia: Vittorio Curzel
Voce narrante: nella versione originale italiana, Giovanni Mosna (nell’edizione in lingua tedesca Martin Loew-Cadonna)
Musiche originali composte e dirette da Dante Borsetto eseguite da Daniele Accordini, Alberto Azzolini, Maddalena Bordin, Dante Borsetto, Gianfranco Grisi, Gilberto Merli, Albino Molinaroli, Svetlana Rakhimova, Alvise Stiffoni, Ester Wegher, registrate da Filippo Lanteri nella sala della Società Filarmonica di Rovereto e nel Teatro Filarmonico di Verona
Suono: Christian Marchi (voice recording nell’edizione in lingua tedesca BlauTöne, Wien)
Produzione: Fondazione Opera Campana dei Caduti di Rovereto con il sostegno dell’Associazione dei Comuni del Pasubio, Vittorio Curzel
DVCAM
b/n – colore
Formato: 4:3
Audio stereo
Durata: 55 minuti
Lingua: italiana

Vittorio Curzel: Psicologo, dottore di ricerca in Scienze sociali. Ha insegnato presso le Università di Bologna e di Trento. Autore di programmi radiofonici Rai (fra cui le serie “I suoni del Cinema” e “Canto Nomade – Musiche, parole e immagini di popoli in viaggio”), di film documentari presentati in vari festival, di articoli e saggi sul cinema e la comunicazione. Art director in campagne di comunicazione sociale. Ha ideato il Centro di Documentazione Visiva di Trento (oggi Format Centro Audiovisivi), coordinandone fino al 1995 le attività e organizzando numerose manifestazioni cinematografiche (fra cui “Trento Cinema-Incontri internazionali con la Musica per il Cinema” e “Concorso Internazionale di composizione Trento Cinema – La Colonna Sonora”). Successivamente ha diretto le attività di comunicazione per la salute della Provincia Autonoma di Trento (suo il volume Comunicazione pubblica e marketing sociale per la sicurezza e la salute sul lavoro). Attualmente è impegnato in attività di ricerca sulle tematiche del paesaggio, dell’architettura ecologica e dello sviluppo sostenibile nelle Alpi.
Filmografia
2011, ”Fino a quando…” (versione originale in lingua italiana; versione tedesca)
2006, “Nach Dresden” (versione originale in lingua tedesca; versione italiana; versione s.t. inglese)
2000, “Art note book n.1: Paolo Tait”
1994, “Canto dell’Arte contro la guerra – Per Sarajevo”

Daiana Boller

Daiana Boller (Trento, 1981) vive a Vattaro, dove è collaboratrice nella ditta di famiglia, impegnata nel settore della commercializzazione internazionale di legname da lavoro e costruzione. Si è laureata in storia locale a Trento con una tesi sul principe vescovo Alessandro di Masovia (1423-1444) ed è laureanda in Storia della civiltà europea con una tesi monografica sullo stesso argomento.

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