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Il “sogno” di Carzano, settembre 1917

Il "sogno" di Carzano, settembre 1917
Michela Zortea – La chiesa di Carzano durante lo scontro

Durante la prima guerra mondiale Carzano in Valsugana è stata teatro, tra l’estate e l’autunno 1917, di un episodio bellico di cui furono protagonisti il maggiore del Servizio Informazioni italiano Cesare Pettorelli Lalatta e un ufficiale dell’esercito austro-ungarico, lo sloveno Ljudevit Pivko, che tradì i suoi compagni passando importanti informazioni al nemico.

Questo episodio è comunemente noto come il  “sogno di Carzano” perché, se fosse stato davvero realizzato come pianificato, avrebbe consentito alle truppe italiane di dilagare in Valsugana e arrivare forse fino a Trento. In realtà, disorganizzazione e mancanza di fiducia e comunicazione trasformarono quest’occasione d’oro in un vero incubo per l’esercito italiano.

Da anni il fatto viene ricordato a metà settembre con diverse iniziative organizzate dal “Comitato 18 settembre”.

Michela Zortea - il cimitero nel giardino di Villa Buffa
Michela Zortea – il cimitero nel giardino di Villa Buffa

L’argomento può essere approfondito grazie agli scritti degli stessi protagonisti:

Cesare Pettorelli Lalatta Finzi è autore di due libri di memorie: “Il sogno di Carzano“, Trieste 1927, che fu posto sotto sequestro dal regime fascista, tanto che le copie già stampate vennero distrutte. Dopo la guerra fu ripubblicato sotto il titolo “L’occasione perduta – Carzano 1917“, Mursia Milano 1967. L’altro testo è “ITO, Informazioni Truppe Operanti – note di un capo del servizio informazioni (1915-1918)“, Milano 1934.

Le corpose memorie di Pivko sono invece pubblicate in lingua italiana con il titolo “Abbiamo vinto l’Austria-Ungheria, la Grande guerra dei legionari slavi sul fronte italiano” (pagg. 849, Libreria Editrice Goriziana, traduzione di Irena Lampe).

Tra i libri che raccontano la vicenda, consigliamo il testo Carzano 1917 di Luigi Sardi.

Sono state recentemente pubblicate anche le memorie di Enrica Capra Biatel – nata a Carzano nel 1882 e costretta a partire, assieme ai figli, per il campo profughi di Mitterndorf an der Fischa nel giugno del 1915: “ENRICA CAPRA BIATEL Memoria, 1914-1917 a cura di Eleonora Monte (Trento, Fondazione Museo storico del Trentino, 2015).

Esiste anche un romanzo ispirato al “sogno di Carzano”, è il libro di Fabio Mentasti, L’Italia di Carzano.

Daiana Boller

Daiana Boller (Trento, 1981) vive a Vattaro, dove è collaboratrice nella ditta di famiglia, impegnata nel settore della commercializzazione internazionale di legname da lavoro e costruzione. Si è laureata in storia locale a Trento con una tesi sul principe vescovo Alessandro di Masovia (1423-1444) ed è laureanda in Storia della civiltà europea con una tesi monografica sullo stesso argomento.

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