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Il Trentino prima dello scoppio della guerra

Il Trentino prima dello scoppio della guerra
Trento Buonconsiglio

Fine giugno 1914. Nei giorni dell’attentato di Sarajevo, Giovanni Pedrotti (1867-1938), esponente di spicco della ricca e colta élite borghese che sostiene gli ideali d’italianità del Trentino, scatta alcune ultime immagini del territorio e della sua gente, prima di riparare nel Regno d’Italia allo scoppio di un conflitto che diventerà mondiale. Le sue riprese, confluite nel ricco fondo dell’Archivio Fotografico Storico della Provincia autonoma di Trento, ci raccontano gli anni febbrili che precedettero la tempesta bellica in una terra percorsa da tensioni e contraddizioni sociali, ma ancora ignara di quanto sarebbe di lì a poco successo in termini di vite e di ideali spezzati.

Piazza Fiera - Trento, 1903, stampa alla gelatina cloruro d’argento, Archivio Fotografico Storico, PAT
Piazza Fiera – Trento, 1903, stampa alla gelatina cloruro d’argento, Archivio Fotografico Storico, PAT

Le fotografie di Pedrotti consentono di paragonare mentalmente il ‘prima’ e il ‘dopo’, proponendo un duplice percorso tra le sfaccettate visioni di un Trentino ancora austriaco, esplorato, con sguardo soggettivo ma sensibile, da un gentiluomo colto con la passione per la fotografia.

Erede di un’ingente fortuna, primo contribuente tra i cittadini di Trento, Giovanni Pedrotti si segnalò come “liberale indipendente” ed esponente di spicco del movimento irredentista, che sostenne incessantemente anche attraverso un’attività pubblicistica vasta e molteplice; in questo contesto va letta tra l’altro la sua lunga adesione alla Società degli Alpinisti Tridentini (SAT), della quale fu successivamente socio, membro di direzione, presidente.

Cavalese, 1913, stampa alla gelatina cloruro d’argento, Archivio Fotografico Storico, PAT
Cavalese, 1913, stampa alla gelatina cloruro d’argento, Archivio Fotografico Storico, PAT

Pedrotti fu anche autore, ad esempio di:

Lavarone – La raccolta dei fieni, 1903, stampa alla gelatina cloruro d’argento, Archivio Fotografico Storico, PAT
Lavarone – La raccolta dei fieni, 1903, stampa alla gelatina cloruro d’argento, Archivio Fotografico Storico, PAT

Con 3359 negativi e positivi concentrati negli anni 1899-1914, il Fondo Pedrotti dell’Archivio Fotografico Storico manifesta la varietà di interessi di un autore che alla fotografia riconobbe sia compiti documentari che ambizioni formali; prova ne sia l’esuberante gamma cromatica conferita alle sue stampe attraverso raffinati viraggi. Folta ma occasionale, la produzione fotografica di Pedrotti spazia dai ricordi di viaggio, in Italia e in diverse località transalpine, all’illustrazione della ‘piccola patria’ trentina, ritratta con amore ma senza pretesa di completezza.

Moena
Moena

Si tratta comunque di un patrimonio di immagini di notevole ampiezza documentaria, visto che copre, sia pure con diversità quantitative, tutte le vallate trentine, fornendo elementi preziosi e insostituibili per lo studio di molteplici aspetti di vita ormai irrimediabilmente trascorsa.

Molveno
Molveno

Nel fissare in immagine i suoi affetti familiari, inoltre, Pedrotti ci trasmette anche lo stile di vita dell’alta borghesia trentina di primo Novecento. Soggetto ricorrente è in particolare la prediletta villa di San Rocco presso Villazzano, con il grande giardino che attesta la duratura passione dell’autore per la botanica. La città di Trento è restituita in tutto il suo ‘colore’, con una speciale attenzione agli aspetti di vita quotidiana, dal passeggio signorile alle lavandaie e agli zattieri all’opera lungo l’Adige. Il percorso iconografico di Pedrotti prosegue, oltre il perimetro delle antiche mura urbane, verso i numerosi possedimenti di famiglia e lungo i sentieri esplorati in occasione delle frequenti scampagnate fuori porta.

Piné
Piné

L’indagine di Pedrotti si estende al paesaggio delle valli trentine, indagato nei suoi aspetti naturali e antropici durante le numerose passeggiate ed escursioni alpine in compagnia di familiari o amici. L’obiettivo di Pedrotti si appunta anche sui centri storici e sull’architettura tradizionale, ma non trascura i segni della modernità e le trasformazioni indotte dalla nuova industria turistica. Gli anni, infatti, coincidono con la nascita di nuovi alberghi e rifugi alpini; lo stesso Pedrotti farà erigere l’Hotel Pordoi in Val di Fassa, contribuendo all’organico progetto di sviluppo della montagna trentina coltivato dalla SAT.

Ronzone] Gruppo di villeggianti presso l’hotel Regina del bosco, 1911, stampa alla gelatina cloruro d’argento, Archivio Fotografico Storico, PAT
Ronzone] Gruppo di villeggianti presso l’hotel Regina del bosco, 1911, stampa alla gelatina cloruro d’argento, Archivio Fotografico Storico, PAT

Altre riprese ci mostrano un universo umano caratterizzato da precise articolazioni sociali, mettendo in scena sia la moda della borghesia, con i suoi svaghi en plein air, sia la vita più modesta delle classi popolari, con particolare attenzione all’infanzia. In apertura, un “conto alla rovescia” evidenzia il contrasto tra i venti di guerra che scuotono l’Europa e le immagini di vita serena composte da Pedrotti proprio quando la Belle Époque – sia pure nella sua più modesta declinazione trentina – volgeva definitivamente al tramonto. 

Valle di Rabbi] Gruppo famigliare in posa davanti al Caffè Rotonda, 1902, lastra su vetro alla gelatina cloruro d’argento, Archivio Fotografico Storico, PAT
Valle di Rabbi] Gruppo famigliare in posa davanti al Caffè Rotonda, 1902, lastra su vetro alla gelatina cloruro d’argento, Archivio Fotografico Storico, PAT

I riferimenti alla tecnica e alla pratica fotografica sono rintracciabili nei suoi diari personali, conservati presso la Fondazione Museo storico del Trentino, che ci restituiscono la sua fisionomia intellettuale e la fortuna dei suoi scritti e delle sue fotografie.

Molte immagini sono state oggetto di una mostra dal titolo “Il Trentino in posa di Giovanni Pedrotti”, organizzata in occasione della pubblicazione del settimo numero della collana “Album” dell’Archivio Fotografico Storico, a cura di Laura Dal Prà e Katia Malatesta; il volume propone anche un’aggiornata contestualizzazione della figura storica dell’autore, aprendo nuove prospettive di ricerca.

In collegamento con l’iniziativa, la ditta Wasabi s.n.c. ha realizzato il documentario “L’occhio borghese. Il Trentino alla vigilia della Grande Guerra nella fotografia di Giovanni Pedrotti“, per la regia di Luciano Happacher e Michele Moser.

Daiana Boller

Daiana Boller (Trento, 1981) vive a Vattaro, dove è collaboratrice nella ditta di famiglia, impegnata nel settore della commercializzazione internazionale di legname da lavoro e costruzione. Si è laureata in storia locale a Trento con una tesi sul principe vescovo Alessandro di Masovia (1423-1444) ed è laureanda in Storia della civiltà europea con una tesi monografica sullo stesso argomento.

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