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La prima guerra mondiale in Val di Fiemme

La Prima guerra mondiale (1914-1918) è un evento che ha cambiato la storia dell’Europa e che ha segnato indelebilmente anche il destino del nostro territorio. Nella comunità trentina è molto forte e diffuso il radicamento della memoria di eventi drammatici connessi a quella guerra: il coinvolgimento pressoché totale della popolazione, le trasformazioni prodotte sul territorio in previsione del conflitto e nel corso del suo svolgimento, i radicali sviluppi politici ed istituzionali conseguenti.

Durante la Prima Guerra Mondiale, la catena del Lagorai e la Val di Fiemme furono teatro di battaglie avvincenti e significative, di cui ancora oggi sono visibili i segni e le testimonianze. Se fino al 1915 il conflitto si era svolto prevalentemente sui lontani campi di battaglia della Galizia, con l’entrata in guerra dell’Italia a fianco dell’Intesa si avvicinò in maniera tangibile alle porte di casa, diventando un pericolo concreto che rischiava di travolgere inesorabilmente la vita della valle e dei suoi abitanti.La prima guerra mondiale in Val di Fiemme

La guerra dei soldati impegnati al fronte, dentro le trincee, esposti al costante pericolo del fuoco nemico e delle malattie e alla sofferenza dettata dalla mancanza di rifornimenti, procede di pari passo con quella dei “deboli”. Gli oggetti raccontano degli equipaggiamenti, dello sviluppo tecnologico stimolato dalla Grande Guerra; le scritture e le immagini ricordano il dramma del fronte e lo stravolgimento dell’esistenza della gente comune.

I concetti di identità Nazionale e di Patria diventano mito, strumentalizzato al fine di motivare uomini disorientati, in balia degli eventi, mossi come pedine sul tavoliere della storia. Su Fiemme si ripercuote il duplice dramma bellico trentino: alle ristrettezze della guerra si somma l’intolleranza da parte delle autorità, austroungariche prima e italiane in seguito. 

Per approfondire:

La guerra per immagini in Fassa e Fiemme (sono disponibili più volumi)

Grande guerra in Val di Fiemme, Fassa e Biois, di Adone Bettega

Sulla tracce della grande guerra. Itinerari escursionistici tra le cime, trince, caverne e postazioni nella valli di Fiemme e Fassa, Primiero Vanoi

La lunga trincea. 1915-1918: cronache della grande guerra dalla Valsugana alla val di Fiemme, di Luca Girotto

Determinante per la valle fu il ruolo della Magnifica Comunità Generale di Fiemme che, nonostante la crisi istituzionale, riuscì ad adoperarsi per il sostentamento di tutta la popolazione. La Magnifica Comunità di Fiemme infatti nel corso del conflitto si pone come tutela della popolazione civile e dei suoi soldati al fronte. La guerra dei soldati impegnati al fronte, dentro le trincee, esposti al costante pericolo del fuoco nemico e delle malattie e alla sofferenza dettata dalla mancanza di rifornimenti, procede di pari passo con quella dei “deboli”. Donne, bambini e anziani sono costretti ad evacuare le zone prossime al fronte, a subire l’occupazione militare e a supplire l’assenza degli uomini in tutte le attività quotidiane e in quelle dettate dallo stato di guerra.La prima guerra mondiale in Val di Fiemme

L’esposizione permanente al Rifugio Cauriol permette di visitare la collezione di cimeli di guerra raccolti in Val Sàdole e a Ziano di Fiemme da Aldo Zorzi. È un punto di partenza strategico per escursioni sui monti Cauriol, Cardinal, Busa Alta, teatri di aspri combattimenti nel 1916.

Il museo espone principalmente cimeli e materiali raccolti sui monti che tra il 1916 e il 1917 costituirono il formidabile fronte naturale del Lagorai. Il nucleo originale fu raccolto da Aldo Zorzi e dai suoi familiari sui sentieri e sui ghiaioni delle vicine vette del Cauriol, Cardinal, Busa Alta, Litegosa e Copolà. Successivamente, la collezione si è arricchita attraverso donazioni di cittadini di Ziano che recuperarono nelle soffitte i reperti raccolti nell’immediato dopoguerra dai loro genitori o nonni.
Tra i reperti troviamo: pinze tagliafili Malfatti, canne per fucile Steyr, soprascarpe delle sentinelle in panno o in paglia, una mitragliatrice austriaca Schwarzlose mod. 07/12, una rollmine austriaca. Di particolare importanza sono un elmo Farina e alcune pistole lanciarazzi.

Daiana Boller

Daiana Boller (Trento, 1981) vive a Vattaro, dove è collaboratrice nella ditta di famiglia, impegnata nel settore della commercializzazione internazionale di legname da lavoro e costruzione. Si è laureata in storia locale a Trento con una tesi sul principe vescovo Alessandro di Masovia (1423-1444) ed è laureanda in Storia della civiltà europea con una tesi monografica sullo stesso argomento.

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