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Raccolta foto e documenti su profughi e sfollati

Dopo lo scoppio della guerra tra Regno d’Italia e impero Austro-ungarico, nel maggio 1915, gli abitanti di molte valli del Trentino furono sfollati: chi nell’impero austro-ungarico, chi nel regno italiano.

Dalla valle di Ledro, il Basso Sarca, le Giudicarie, la Vallagarina, parte di Trento, l’altopiano di Brentonico, la Vallarsa, l’altopiano di Folgaria-Lavarone, la Valsugana, il Tesino, il Primiero, il Vanoi, circa 70.000 persone si trovarono ad essere evacuate al nord, più di 30.000 verso il sud: le une dislocate nell’impero (dal Tirolo alla Boemia-Moravia) o in grandi campi profughi (le “città di legno”), le altre disperse dalla Lombardia alla Sicilia.

Una partenza affrettata e drammatica, un “soggiorno obbligato” e sofferto di tre anni e mezzo. E poi un ritorno in un paese che non era più lo stesso: deprivato dei suoi beni, impoverito nella terra e negli uomini.Raccolta foto e documenti su profughi e sfollati

Il “Progetto profughi e internati trentini nella Prima guerra mondiale” ha preso il via a fine 2011: in occasione del centenario di questo evento epocale, il Laboratorio di storia di Rovereto, in collaborazione con il Museo della guerra di Rovereto, ha avviato un progetto di ricerca e di produzione editoriale proprio sui profughi e sugli internati.
Promosso dal Laboratorio di storia di Rovereto in collaborazione con il Museo della Guerra, al progetto partecipano, oltre alla ventina di aderenti al Laboratorio anche singoli soggetti, gruppi, associazioni, Comuni e Comunità di valle delle zone interessate dal conflitto (Alta e Bassa Valsugana, Tesino, Vallarsa, Rovereto e Vallagarina, Mattarello, Brentonico, Mori, Val di Gresta, Altipiani Cimbri, Primiero e Vanoi, Vermiglio, Basso Sarca e Ledro, Giudicarie).

esuli a cerna hora 1916
Esuli di Lizzana a Cerna Hora nel 1916

L’idea era quella di dare continuità alle esperienze che hanno portato al volume “Il popolo scomparso: il Trentino i Trentini nella Prima guerra mondiale (1914-1920). A cura del laboratorio di storia di Rovereto.” e a quello “Il diradarsi dell’oscurità: il Trentino i trentini nella seconda guerra mondiale 1939-1945. 1: 1939-1941; 2: 1942-1943; 3: 1944-1945.”: il risultato è stata la pubblicazione dell’opera in due volumi dal titolo “Gli spostati. Profughi. Flüchtlinge. Uprchlíci. 1914-1919“, un’opera in due volumi, uno fotografico-memorialistico, l’altro composto di saggi di cui uno, assai corposo, dello storico goriziano Paolo Malni.
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Il progetto ha interessato, come area di ricerca negli archivi pubblici e privati, non solo l’Austria ma anche gli altri territori dell’ex Impero Asburgico (Moravia e Boemia).
Sono stati raccolti 10.000 documenti iconografici (lettere, cartoline, disegni, materiale scolastico, memorie funebri, certificati e atti della pubblica amministrazione) di cui l’80% fotografici. Inoltre, sono stati rinvenuti 83 fondi memorialistici inediti.
Testimonianze di quei 70.000 trentini che nel 1915, quando il Regno d’Italia entrò in guerra contro gli austro-ungarici, vennero trasferiti nelle più remote province dell’Impero, dal Tirolo alla Boemia fino alla Moravia. Ma anche di quei 30-35mila che, con l’avanzata in Trentino dell’esercito Regio, furono trasferiti in Italia, dispersi dalla Lombardia alla Sicilia.

ragazzi sfollati in Boemia
Ragazzi sfollati nelle campagne boeme. L’immagine fa parte della mostra “Boemia mia”, che racconta le vicende dei profughi ledrensi.

Il materiale è stato esposto in una mostra provinciale e altre a carattere locale. E’ stata valutata anche la possibilità di consultare tutto il materiale raccolto tramite archivi sparsi sul territorio o un sito internet e di costruire dei video sulle vicende più significative, come è stato fatto dalla Rai nel caso della Valle di Ledro col film “In fuga dalla guerra da Ledro alla Boemia”.
Il lavoro – sottolineano Camillo Zadra, provveditore del Museo della Guerra e Diego Leoni, responsabile del Laboratorio di Storia – ha tra l’altro permesso di definire la mappa della “distribuzione” dei trentini in Italia e nelle regioni dell’Impero che, al momento, risulta la più completa e aggiornata”.mappa
La raccolta documentaria continua. Se avete materiale che non è ancora stato catalogato, potete contattarci. Vi metteremo in contatto con i curatori della ricerca.

Volete acquistare il volume frutto della ricerca?

Daiana Boller

Daiana Boller (Trento, 1981) vive a Vattaro, dove è collaboratrice nella ditta di famiglia, impegnata nel settore della commercializzazione internazionale di legname da lavoro e costruzione. Si è laureata in storia locale a Trento con una tesi sul principe vescovo Alessandro di Masovia (1423-1444) ed è laureanda in Storia della civiltà europea con una tesi monografica sullo stesso argomento.

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