Crea sito

Spostati. Profughi. Flüchtlinge. Uprchlíci.

Nel maggio del 1915, prima dell’entrata in guerra del Regno d’Italia con gli imperi centrali, l’Impero asburgico mette in atto il piano di evacuazione delle popolazioni trentine, residenti nelle zone a ridosso della probabile linea del fronte.Gli spostati. Profughi. Flüchtlinge. Uprchlíci. 1914-1919

Dalla valle di Ledro, il Basso Sarca, le Giudicarie, la Vallagarina, parte di Trento, l’altopiano di Brentonico, la Vallarsa, l’altopiano di Folgaria-Lavarone, la Valsugana, il Tesino, il Primiero, il Vanoi, circa 70.000 persone si trovarono ad essere evacuate al nord, più di 30.000 verso il sud: le une dislocate nell’impero (dal Tirolo alla Boemia-Moravia) o in grandi campi profughi (le “città di legno”), le altre disperse dalla Lombardia alla Sicilia. Una partenza affrettata e drammatica, un “soggiorno obbligato” e sofferto di tre anni e mezzo. E poi un ritorno in un paese che non era più lo stesso: deprivato dei suoi beni, impoverito nella terra e negli uomini.La mostra è parte di un più ampio progetto che la Provincia autonoma di Trento ha dedicato alle vicende e al racconto dell’esperienza dei profughi, che comprende oltre alla mostra anche la pubblicazione di un’opera in due volumi dal titolo “Gli spostati. Profughi, Flüchtlinge, Uprchlíci. 1914-1919“.

Dedicato alla vicenda dei profughi trentino-tirolesi nella Prima guerra mondiale, il progetto “Gli spostati. Profughi. Flüchtlinge. Uprchlíci. 1914-1919” utilizza foto, testi di diari e di lettere, mappe e tabelle appositamente predisposte, dipinti, assieme ai quaderni delle memorie, alle cartoline e ai fogli gualciti delle lettere (ma ci sono anche lettere scritte su cortecce d’albero), ai bauli, ai registri dei campi profughi, agli oggetti riportati dai profughi dal loro esilio.

Per approfondire la tematica sono disponibili molti volumi, ma anche il documentario ““In fuga dalla guerra da Ledro alla Boemia”, che racconta il rapporto di lunga durata tra la Boemia e i discendenti dei profughi ledrensi, che ha portato a un gemellaggio, come quello che lega Povo e Znojmo.

Furono più di 100.000 le persone trasferite durante la Prima guerra mondiale in forma coatta dalle proprie abitazioni verso l’interno dell’Austria e verso l’Italia e proprio alle loro vicende e al racconto della loro esperienza, il progetto dedica la pubblicazione di un’opera in due volumi dal titolo “Gli spostati. Profughi. Flüchtlinge. Uprchlíci. 1914-1919″, una mostra di fotografie, oggetti e documenti sulla vicenda dei profughi trentini, ed un convegno internazionale sui trasferimenti forzati di popolazione in Europa causati dal conflitto.

L’opera, realizzata dal Laboratorio di storia di Rovereto in collaborazione con la Presidenza del Consiglio provinciale di Trento e con il Museo Storico Italiano della Guerra, ricostruisce l’esperienza dei circa 100.000 trentini che, fra il 1915 e il 1916, furono forzatamente e in momenti diversi allontanati dai due eserciti dalle loro case poste in prossimità del fronte e sfollati verso nord (70.000, dal Tirolo alla Boemia) e a sud del Trentino (30.000, dal Veneto alla Sicilia), potendo rientrare solo a guerra finita, in paesi ridotti a “un cumulo di sassi e calce”.

La mostra è parte di un più ampio progetto che la Provincia autonoma di Trento ha dedicato alle vicende e al racconto dell’esperienza dei profughi, che comprende oltre alla mostra anche la pubblicazione di un’opera in due volumi dal titolo “Gli spostati. Profughi, Flüchtlinge, Uprchlíci. 1914-1919“.

Una storia a lungo rimossa, poco studiata e raccontata, mai celebrata, così come quella degli altri milioni di profughi che il primo conflitto mondiale registrò nella sua tragica contabilità.
L’opera raccoglie il frutto di una ricerca durata anni che si è avvalsa di una vasta rete di collaboratori. Si compone di due volumi: il primo (Fotografarsi. Scriversi) è curato dal Laboratorio di storia di Rovereto (la cura grafica è di Giancarlo Stefanati), ed è costruito utilizzando parte del vastissimo repertorio di fotografie e di memorie che i profughi riportarono in patria a testimonianza di quel loro lungo patire e ritrovate nel corso della ricerca. Nel secondo (La Storia) il saggio dello storico goriziano Paolo Malni offre, per la prima volta, uno sguardo d’insieme sui due esilii, quello in terre austriache e quello in Italia. Uno scritto di Michele Smargiassi, storico della fotografia, li introduce entrambi.

Una mappa sugli spostamenti coatti di popolazione in Europa durante la Grande Guerra, elaborata da ricercatori dell’Università di Trento, darà per la prima volta la visione continentale del fenomeno dei profughi, una realtà che nella Prima guerra mondiale ha assunto immediatamente dimensioni di massa mai prima registrate e che nel corso del Novecento fino ad oggi ha conosciuto infinite repliche, come testimonia la cronaca di questi mesi.

La mostra fa parte del più ampio progetto della Provincia autonoma di Trento dedicato ai profughi trentini nella Prima guerra mondiale, che nasce dalla ricerca di cui abbiamo parlato qui e comprende il convegno internazionale “Profughi/Rifugiati. Spostamenti di popolazioni nell’Europa della Prima guerra mondiale. Alle radici di un problema contemporaneo” che si è tenuto a Rovereto dal 4 al 6 novembre 2015 e la pubblicazione dell’opera in due volumi dal titolo “Gli spostati. Profughi. Flüchtlinge. Uprchlíci. 1914-1919“.

Una versione ridotta della mostra può essere allestita per iniziativa di enti e associazioni che ne faranno richiesta.

La mostra è parte di un più ampio progetto che la Provincia autonoma di Trento ha dedicato alle vicende e al racconto dell’esperienza dei profughi, che comprende oltre alla mostra anche la pubblicazione di un’opera in due volumi dal titolo “Gli spostati. Profughi, Flüchtlinge, Uprchlíci. 1914-1919“.

La mostra dedicata alla vicenda dei profughi trentini nella Prima guerra mondiale è a cura del Laboratorio di storia di Rovereto, in collaborazione con la Fondazione Museo civico di Rovereto e il Museo Storico Italiano della Guerra, e con il contributo del Servizio Attività culturali della Provincia autonoma di Trento, del Comune di Rovereto e della Comunità della Vallagarina.

Daiana Boller

Daiana Boller (Trento, 1981) vive a Vattaro, dove è collaboratrice nella ditta di famiglia, impegnata nel settore della commercializzazione internazionale di legname da lavoro e costruzione. Si è laureata in storia locale a Trento con una tesi sul principe vescovo Alessandro di Masovia (1423-1444) ed è laureanda in Storia della civiltà europea con una tesi monografica sullo stesso argomento.

Lascia un commento

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: